Bocchettoni killer nelle piscine: impianti chiusi e multe alle Terme

Scattano i controlli del Nas ad Abano e Montegrotto: 8 sanzioni su 26 impianti. In alcuni casi le piscine sono state chiuse dagli stessi albergatori per adeguarsi alle nuove norme

Alice Ferretti
Controlli dei Nas nelle piscine
Controlli dei Nas nelle piscine

Piscine chiuse, impianti fermati e controlli a tappeto. La stretta sulla sicurezza dei cosiddetti bocchettoni killer è arrivata anche nel cuore del bacino termale euganeo, dove diverse piscine tra Abano Terme e Montegrotto Terme sono state chiuse, in alcuni casi dagli stessi albergatori per adeguarsi alle nuove norme, in altri a seguito delle verifiche del Nas dei carabinieri.

L’obiettivo è eliminare ogni rischio legato ai sistemi di aspirazione delle vasche, responsabili negli anni di incidenti gravissimi e tornati drammaticamente d’attualità dopo la morte di tre bambini nel solo mese di luglio.

La nuova normativa impone standard di sicurezza più rigorosi per impedire che i bocchettoni di aspirazione possano trasformarsi in trappole mortali.

Per questo, prima dell’avvio delle ispezioni, il Nucleo Antisofisticazione e Sanità dei carabinieri di Padova, guidato dal capitano Massimo Andreozzi, ha convocato un incontro con l’Associazione Albergatori di Abano e Montegrotto Terme.

I gestori hanno chiesto indicazioni precise su come comportarsi a seguito della stretta sulle piscine. La risposta dei militari non ha lasciato spazio a interpretazioni: le piscine non conformi devono essere chiuse fino al completamento degli interventi di adeguamento.

Un messaggio che molti operatori hanno recepito immediatamente, sospendendo l’utilizzo degli impianti per effettuare i lavori richiesti. Dove ciò non è avvenuto sono entrati in azione i controlli del Nas.

Il bilancio parla di 26 piscine termali e parchi acquatici ispezionati e otto sanzioni elevate per carenze igieniche, strutturali e di sicurezza.

Numeri che testimoniano una vigilanza particolarmente serrata in un territorio dove il turismo termale rappresenta una delle principali risorse economiche e dove la sicurezza degli ospiti è diventata una priorità assoluta.

L’attività sulle piscine si inserisce nella campagna nazionale “Estate Tranquilla”, promossa come ogni anno dal ministero della Salute e condotta dai carabinieri del Nas di Padova tra il primo maggio e il 5 agosto 2026 per rafforzare i controlli durante la stagione estiva.

Altri undici esercizi pubblici tra bar, ristoranti, alberghi e strutture ricettive, anche nell’area dei Colli Euganei sono stati sospesi per gravi carenze igienico sanitarie, strutturali e professionali.

Le verifiche hanno interessato anche Rsa, servizi alla persona, farmacie, ospedali, attività alimentari e settore veterinario.

Nel complesso i carabinieri hanno effettuato 141 ispezioni, contestando 48 illeciti amministrativi per un totale di 96.000 euro di sanzioni.

Quattordici persone sono state denunciate all’autorità giudiziaria per reati che comprendono l’esercizio abusivo della professione sanitaria, tra falsi dentisti, psicologi e infermieri, falso materiale in ambito sanitario, truffe ai danni del Servizio sanitario nazionale, utilizzo di ricette false per acquistare farmaci stupefacenti, oltre a frodi alimentari, vendita di prodotti non genuini e irregolarità nella tracciabilità degli alimenti.

L’attenzione si è concentrata anche sul comparto alberghiero. Dieci camere di alberghi termali sono state sequestrate per la presenza del batterio della legionella, mentre nove attività tra centri estetici e servizi alla persona sono state sospese o chiuse per la mancanza dei requisiti previsti dalla normativa.

Il valore delle strutture e delle apparecchiature mediche sequestrate supera i 2,1 milioni di euro.

Sul fronte farmaceutico infine, i carabinieri del Nas hanno ispezionato 17 farmacie e strutture ospedaliere sia pubbliche che private, riscontrando sei irregolarità nella gestione e nella tenuta dei registri dei farmaci stupefacenti.

 

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