Pittore di strada cacciato dalla pista ciclabile alla Specola

Nelu Pascu, romeno 51 anni, stava dipingendo la Specola. Qualcuno ha chiamato i vigili: «Triste per chi ha telefonato»

PADOVA. Cacciato dal ponte vicino alla Specola perché con il suo cavalletto si era posizionato sulla pista ciclabile. A raccontare l’episodio è lo stesso Nelu Pascu, artista romeno di 51 anni, protagonista suo malgrado di questa storia paradigmatica. Pascu, arrivato a Padova nel 1996 dalla Romania post Ceausescu per assecondare la sua massima aspirazione (diventare un pittore), da qualche settimana (ora vive a Milano), soprattutto la mattina, aveva deciso di dedicare un paio d’ore al giorno a dipingere l’osservatorio astronomico padovano, la Specola, uno dei suoi soggetti preferiti.

Per questo motivo, aveva sistemato cavalletto e tela sul ponte Paleocapa che collega l’omonima riviera con piazza Delia, sulla sinistra, proprio dove c’è un tratto di pista ciclabile protetta. Ad un certo punto, nei giorni scorsi, Pascu ha visto arrivare una pattuglia dei vigili che gli ha chiesto di spostarsi, in quanto qualcuno aveva chiamato in centrale lamentandosi del fatto che un artista di strada occupava la pista ciclabile.

«I vigili sono stati gentilissimi, mi hanno anche detto che se volevo potevo spostarmi sulla piazzetta ma che non potevo stare sulla pista ciclabile», esordisce il cinquantunenne rumeno che ultimamente ha iniziato a esporre le proprie opere anche a Parigi. «Infatti, ho deciso di raccontare questa storia non certo per prendermela con loro che lavorano e fanno il loro mestiere come è giusto che sia. Ciò che mi rattrista è che esista una persona che chiama vigili o polizia, non importa, per far spostare un artista che dipinge. Trovo che sia una mancanza di sensibilità assoluta. Una mancanza che mi rattrista».

Subito dopo Pascu allarga l’ottica del suo ragionamento. «Oggigiorno sembra che l’arte non serva a nulla» continua, «e invece proprio in questo momento storico sarebbe importante investire risorse anche personali per coltivare le proprie passioni, per farle crescere, condividere. Cresceremmo tutti come persone e come società. Invece si fa di tutta l’erba un fascio. Gli artisti di strada sono considerati dei perditempo, o come nel mio caso, dei rompiscatole che impediscono il passaggio delle biciclette».

Mentre parla Pascu, sorride e gli occhi gli si accendono contornati dalla folta capigliatura bianca. «Io però non mi arrendo», chiude. «Di certo non mi metterò più sul ponte e probabilmente non dipingerò più la Specola, ma non rinuncerò ad andare in giro per fissare sulla tela il bello del mondo. Anche se mi dispiace che molto questo bello non riescano a vederlo».

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