La proposta di Confcommercio: «Un nuovo park per liberare piazza Insurrezione»
La provocazione del presidente Bertin: «Va fatto un parcheggio in altezza al servizio del centro. Se c’è la volontà politica poi tutto si realizza»

Via il park di piazza Insurrezione, basta che ci sia una valida alternativa in centro. La primavera padovana si apre con la provocatoria proposta di Patrizio Bertin, presidente di Confcommercio, preoccupato per una criticità ormai cronica: l’assenza di una politica strutturata per i parcheggi che salvaguardi il cuore pulsante della città.
Il destino di Piazza Insurrezione
Il "dente che duole", per Bertin, ha un nome preciso: Piazza Insurrezione. Quello che oggi è un fondamentale polmone per la sosta cittadina, per il numero uno di Confcommercio deve cambiare volto. "Una piazza che è solo un parcheggio non è una piazza", incalza Bertin, ribadendo la necessità di liberare l’area dalle auto per restituirla alla socialità. Tuttavia, il commercio non può sopravvivere nel deserto dei servizi. Con l’ipotesi del parcheggio sotterraneo ormai tramontata, lo sguardo si sposta verso l'alto: l'idea è quella di un "parcheggio in altezza" capace di servire il centro.
L’opportunità potrebbe arrivare dalla rigenerazione urbana. Con il palazzo ex Inps passato di mano e quello dell'ex Itala Pilsen potenzialmente pronto al rilancio, il contesto appare maturo per una trasformazione che unisca estetica e funzionalità. Anche la Camera di commercio ha già deliberato la conversione commerciale della parte inferiore del proprio palazzo, rendendo una piazza "bella e ariosa" non più solo un desiderio, ma una necessità economica.
Il modello Montpellier e il caso Central Park
Il paragone con l’Europa resta la stella polare. Bertin cita l’esempio francese di Montpellier: una zona pedonale vastissima supportata da 14mila posti auto sotterranei e parcheggi multipiano da 800 posti a ridosso della stazione. "Se c’è la volontà, le cose si possono fare", sottolinea con amarezza, puntando il dito contro l’immobilismo locale.
La "cartina di tornasole" di questa difficoltà decisionale è rappresentata dal parcheggio Central Park di via Annibale da Bassano. Nonostante le proposte di Confcommercio per aumentare la sicurezza tramite l’impiego di steward – figura presente paradossalmente proprio nella più tranquilla piazza Insurrezione – la situazione resta critica. Parcheggiare lì, denuncia Bertin, rimane un "salto nel buio" anche di giorno, disincentivando chi vorrebbe raggiungere il centro senza lo stress della sosta selvaggia.
Un presidio sociale
Per Confcommercio, la questione non è solo di fatturato. Il tessuto commerciale è un presidio di sicurezza e un collante sociale. Senza una visione d'insieme che faciliti l'accesso alla città, Padova rischia di perdere la sua identità storica di "città dei commerci". L’appello alla politica è chiaro: serve coraggio per trasformare le criticità in opportunità, prima che il centro perda definitivamente la sua vitalità.
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