Proprietari al Configliachi e la cagnolina rischia il canile: adottata da una dipendente
La cagnolina adottata da una dipendente dell’Istituto Luigi Configliachi torna a trovare i suoi anziani proprietari

Prendersi cura delle persone, senza dimenticare i legami che danno senso alla loro vita: è la storia che arriva dall’Istituto Luigi Configliachi, dove nei giorni scorsi si è consumata una vicenda dal forte valore umano, con protagonista Mizzi, una cagnolina di 16 anni.
Il rischio canile e la mobilitazione
Quando i suoi anziani proprietari sono stati accolti nella struttura, per l’animale si è aperto uno scenario difficile: casa vuota e nessuno ad accudirla. Per pesci e tartarughe è stata trovata rapidamente una sistemazione, ma per Mizzi il destino sembrava segnato, con il rischio concreto di finire in canile nel giro di poche ore. A quel punto si è attivata una vera e propria rete interna: assistenti sociali, psicologi, operatori e personale amministrativo hanno lavorato insieme per trovare una soluzione. Non solo per salvare l’animale, ma anche per proteggere un legame affettivo fondamentale per i due anziani ospiti.
L’adozione e il lieto fine
La svolta è arrivata grazie al gesto di Marika, dipendente dell’istituto, che ha deciso di adottare la cagnolina. Una scelta che ha garantito a Mizzi una nuova casa fatta di attenzioni e cure, ma soprattutto la possibilità di non perdere il contatto con i suoi padroni.
Nei giorni successivi, la cagnolina è tornata al Configliachi accompagnata dalla nuova famiglia. L’incontro con i proprietari è stato carico di emozione: sguardi, carezze e un riconoscimento immediato. La signora, commossa, ha ringraziato il personale parlando di un vero e proprio “miracolo”, esprimendo sollievo nel sapere il proprio animale al sicuro.
La vicenda evidenzia un approccio all’assistenza che mette al centro la persona nella sua interezza, relazioni comprese. Perché, come dimostra questa storia, prendersi cura significa anche non recidere quei legami che rappresentano casa, affetto e identità.
Oggi Mizzi non è più sola. E i suoi proprietari affrontano questa nuova fase della vita con una certezza in più: ciò che conta davvero non è andato perduto.
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