Durante la protesta gli studenti lanciano cassonetti contro la scuola: arriva la polizia
La protesta di alcuni studenti del Marconi a Padova, nata attorno alle condizioni della scuola e alla decisione di eliminare i ritardi brevi, avrebbe avuto inizialmente un andamento tranquillo. La situazione sarebbe poi cambiata con l’arrivo di altre persone

Cassonetti spinti fino al cancello e poi scaraventati dall’altra parte, una transenna di ferro sollevata da quattro ragazzi e lanciata oltre la recinzione. E, in sottofondo, le urla in coro: «Scemo, scemo». Sono le immagini che circolano in queste ore nei video girati con i telefonini venerdì 9 ottobre all’istituto tecnico tecnologico Guglielmo Marconi di via Alessandro Manzoni 80. Video che stanno già facendo il giro dei social.
La protesta
La protesta di alcuni studenti, nata attorno alle condizioni della scuola e alla decisione di eliminare i ritardi brevi, avrebbe avuto inizialmente un andamento tranquillo. La situazione sarebbe poi cambiata con l’arrivo di altre persone, provenienti anche da altri istituti della città, che avrebbero contribuito ad aumentare la tensione e la confusione.
Nei filmati si vedono piccoli gruppi di ragazzi impegnati a spostare i cassonetti e a lanciarli oltre il cancello. In un’altra sequenza, quattro giovani trasportano insieme una transenna metallica, la sollevano e la gettano al di là dell’ingresso. Le immagini mostrano momenti concitati, accompagnati dalle grida di chi si trova sul posto.
L’arrivo della polizia
L’episodio fortunatamente si sarebbe comunque esaurito nel giro di pochi minuti.
La situazione sarebbe tornata sotto controllo con l’arrivo delle pattuglie della polizia. Sul posto sono intervenuti gli equipaggi delle Volanti e i poliziotti della Digos. Non appena gli agenti sono arrivati, i responsabili della protesta hanno interrotto l’azione e sono rientrati all’interno del complesso scolastico.
Sono in però in queste ore le attività di identificazione delle persone coinvolte da parte della Digos, chiamata a ricostruire quanto accaduto e a chiarire le responsabilità individuali.
Al momento non ci sono oltre ai video conferme ufficiali sulla dinamica completa dei fatti e neppure sull’identità di tutti i partecipanti. Quello che è evidente è che si tratta certamente di studenti, che hanno agito con gli zaini sulle spalle e i cappucci in testa, proprio per non farsi riconoscere.
Ingressi in ritardo
Alla base della mobilitazione ci sarebbero il malcontento per le condizioni dell’istituto e la contestazione della rimozione dei cosiddetti ritardi brevi. Si tratta degli ingressi in classe effettuati con pochi minuti di ritardo rispetto all’orario previsto, che possono essere disciplinati dal regolamento scolastico.
Resta quindi da chiarire come si sia sviluppata la protesta, chi abbia partecipato ai momenti più concitati e quale sia stato il ruolo delle persone arrivate dagli altri istituti. Un accertamento che spetta ora agli investigatori, mentre i video continuano a fare il giro del web.
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