Provveditore in scadenza Ma non c’è chi lo nomina

Il 30 agosto finisce il mandato di Paolo Jacolino: riconferma o nuovo incarico? Decide l’Ufficio scolastico regionale: peccato che il direttore manchi da 3 anni
Di Silvia Quaranta
SALMASO - NUOVO PROVVEDITORE. PAOLO JACOLINO SALMASO - NUOVO PROVVEDITORE. PAOLO JACOLINO
SALMASO - NUOVO PROVVEDITORE. PAOLO JACOLINO SALMASO - NUOVO PROVVEDITORE. PAOLO JACOLINO

Si respira una certa preoccupazione negli uffici di via delle Cave, dove il prossimo trenta agosto scadrà il mandato di Paolo Jacolino, attuale Provveditore agli studi di Padova.

Qualcuno parla di riconferma, qualcun altro di una rosa di candidati, tra cui spicca il preside Andrea Bergamo, attuale dirigente del settore interventi educativi. Ma nessuno si sbilancia. Il problema reale è un altro: il fatto che, ad ora, nessuno potrebbe comunque neppure firmare l’incarico. Il ruolo di provveditore viene infatti stabilito, per nomina politica, dal direttore generale dell’Usr (Ufficio Scolastico Regionale), il cui ufficio, in Veneto, è vuoto ormai da circa tre anni.

L’ultima ad occupare la poltrona veneziana è stata Daniela Palumbo, che nel gennaio del 2011, grazie ad un fortunato scatto di carriera, ha lasciato Riva de Biasio per Viale Trastevere, a Roma, dove tutt’ora affianca il Ministro dell’Istruzione. Dopo di lei, la regione Veneto fu affidata alla reggenza di Daniela Beltrame, che dopo circa sei mesi fu promossa a direttore generale del Friuli Venezia Giulia. Così il posto è stato preso dalla vice-direttrice, Gianna Marisa Miola, approdata alla pensione dall’inizio di maggio di quest’anno. La lacuna dirigenziale, così, coinvolge ora non uno ma due incarichi: il direttore ed il suo vice. Ora che la questione potrebbe riflettersi dall’ufficio regionale a quello cittadino, le difficoltà aumentano: la mancanza di un direttore generale si traduce nell’impossibilità di firmare deleghe. E questo porta alla paralisi di una serie di provvedimenti, tutt’altro che secondari: dalle assunzioni ai licenziamenti, dalle visite ispettive alla contrattazione sindacale, o alla rappresentanza in tribunale, in caso di contenziosi.

La questione non è solo interna, ma riguarda anche i giovani e le famiglie: con il prossimo anno scolastico, a seguito dell’ultimo concorso, entreranno in ruolo, in tutta Italia, migliaia di docenti. Secondo un calcolo approssimativo, in Veneto potrebbero essere circa 18.000 contratti che, senza la firma del direttore generale, rischiano di rimanere in fase di stallo per un tempo ad ora indeterminato. E le loro cattedre, si suppone, pure. Il nuovo direttore dovrebbe essere nominato direttamente dal Ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini. La spending review montiana prevedeva però l’accorpamento tra Veneto e Friuli, sotto un unico dirigente, e un’ipotesi attualmente in campo è anche che la strada sarà proprio questa. Voci dal Miur, tuttavia, negano categoricamente che una simile rivoluzione possa verificarsi da qui ai prossimi mesi, tanto più che le priorità del Ministro, come ha già dichiarato più volte, sono la maturità e la revisione dei test d’ingresso universitari. Ma, per Padova, la priorità è questa.

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