Ragazzina si butta dall’ex hotel Palace

La quattordicenne ha lasciato dei biglietti per chiedere scusa, ma nessuna spiegazione: l’hanno trovata i genitori
Di Silvia Bergamin
BELLUCO LUOGO SUICIDIO CITTADELLA
BELLUCO LUOGO SUICIDIO CITTADELLA

CITTADELLA. Si è gettata dal tetto del Palace di Cittadella e ha fatto un volo di 30 metri: aveva appena 14 anni. In una lettera ha annunciato il gesto, spiegando cosa avrebbe fatto e dove l'avrebbe fatto. Il corpo senza vita della figlia è stato trovato dai genitori: in serata la madre ha avuto un malore ed è stata ricoverata. A loro restano ora solo le lettere della piccola che li implora di scusarla, di perdonarla per quello che ha fatto. Ma neppure una riga di spiegazione della sua tremenda scelta.

Il dramma si è consumato nel pomeriggio di ieri. La giovanissima, che viveva a Fontaniva, è uscita di casa a piedi con il suo zainetto e si è diretta verso Cittadella. Erano passate da poco le 14. Ha imboccato la pista ciclabile, ieri frequentata da tante persone che hanno approfittato della giornata di sole per fare quattro passi all'aria aperta dopo i lunghi giorni di pioggia. Lei è andata via spedita; una volta arrivata in Borgo Vicenza ha attraversato la strada e ha varcato la recinzione del Palace, senza troppe difficoltà. È entrata nell'albergo, abbandonato da tempo, e ha percorso le rampe di scale, salendole tutte, sino alla fine. Una volta raggiunto il tetto, si è sfilata lo zaino e il giubbino scuro. Nessuno sa quanto abbia aspettato sotto il sole e un cielo meravigliosamente azzurro, se sia stato un impeto o un lento avvicinarsi alla balaustra. Ma alla fine l’ha fatto: si è lanciata nel vuoto.

Prima di andarsene da casa aveva lasciato una traccia, scrivendo una lettera alla nonna, che aveva lasciato bene in vista. Ma i familiari l’hanno trovata solo un’ora dopo che era uscita, troppo tardi. Peraltro non era neppure scritto in grande il luogo che aveva scelto per farla finita. Alla prima lettura del manoscritto, mamma e papà avevano avuto la percezione che la ragazza fosse scappata, andata via, chissà dove. Ma poi, scorrendo tutte quelle parole scritte a mano, in fondo, in piccolo, lei aveva svelato le sue intenzioni: l'avrebbero trovata al Palace, si sarebbe buttata. Mamma e papà assieme a un altro familiare sono corsi lì col cuore in gola. L'hanno cercata fra le erbacce e le stanze fatiscenti e presto hanno trovato il corpo senza vita. In cime alla torre, vicino allo zainetto, c'erano altre tre lettere indirizzate a un'amica e a un paio di amici. Neppure in questi scritti c’è la ragione del gesto, ci sono solo la preghiera di scusarla e di non dimenticarla mai.

«Ero fuori di casa», racconta una giovane che risiede in via Borgo Vicenza, giusto davanti alla torre dell’ex hotel «Ho sentito un urlo straziante, non ho capito da dove potesse arrivare. C'era una famigliola con un bimbo che passava, ma non potevano essere stati loro. Sono passati alcuni minuti. Ho visto arrivare i carabinieri e ho capito che quel grido proveniva dall'albergo». Col passare dei minuti si è formato un folto gruppo di persone: mano a mano la gente si è fermata, in macchina. C'è chi è passato perché avvisato da sms di amici. I carabinieri di Cittadella al momento riconducono la vicenda alla crisi adolescenziale attraversata dalla ragazza, a quel momento della vita in cui ci si sente inadeguati e in conflitto con tutto e tutti. Momenti in cui una lite o un dispetto diventano drammi assoluti e le difficoltà della vita appaiono spesso insuperabili. Oggi quelle lettere, il diario, le testimonianze degli amici potranno aiutare a spiegare il perché della peggior scelta possibile che possa compiere un ragazzo.

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