Torna a splendere la Padova di Fulvio Pendini sotto il Bo

Riscoperto l’affresco dell’artista padovano dopo un complesso restauro. La rettrice Mapelli: «E’ un segno del legame tra l’università e la città”

L’affresco con il panorama di Padova torna a splendere nel cuore della città. E’ stato infatti restaurato l’affresco realizzato nel 1952 dal maestro padovano Fulvio Pendini. L'opera, situata a Palazzo del Bo all'angolo tra via VIII Febbraio e via San Francesco, ha riacquistato la vivacità cromatica originaria grazie a un meticoloso intervento di restauro che restituisce alla cittadinanza un frammento fondamentale della propria memoria storica e dell'identità urbana.

Svelato l'affresco di Fulvio Pendini sotto il Bo

L'intervento, promosso e sostenuto finanziariamente dall'associazione degli “Amici dell'Università”, ha rimosso il denso strato di polveri e smog che per decenni ha offuscato il dipinto, rendendo finalmente leggibili i dettagli dei simboli accademici e delle discipline universitarie. Grande 4 per 4,25 metri, l'affresco si trova nella parte superiore del portale del sottoportico dell’ex palazzo Capodivacca, uno snodo strategico, storicamente noto come "Canton del Gallo".

Un gesto di cura verso la città

«Questo restauro è un gesto di cura verso un’opera che racconta il legame profondo tra lo Studium patavino e la sua città», ha dichiarato la rettrice Daniela Mapelli. Un concetto ribadito dall’avvocato Anna Soatto, presidente degli Amici dell’Università, che ha sottolineato come l’iniziativa punti a «rafforzare il senso di appartenenza e la consapevolezza del patrimonio condiviso».

L'opera di Pendini (1907-1975), tra i più significativi pittori padovani del Novecento, è concepita come un’immaginifica mappa geografica di Padova, popolata dai suoi monumenti celebri. Secondo Guido Bartorelli, advisor per l’arte contemporanea, il maestro ha voluto offrire una visione «felicemente policentrica, brulicante di particolari», che celebra la vitalità della popolazione nel secondo dopoguerra contro ogni pianificazione rigida. Marta Nezzo, direttrice del Centro per la Storia, evidenzia la simbiosi plurisecolare: l'affresco mostra una Padova difesa da una cortina di simboli scientifici e goliardici.

Un restauro complesso

Il restauro, eseguito sotto la vigilanza della Soprintendenza, è stato particolarmente complesso. L'affresco presentava gravi forme di degrado dovute a vecchi fissativi ossidati e a ridipinture alterate che avevano falsificato i colori originari. Le restauratrici hanno eseguito una pulitura profonda, rimosso i sali solubili dannosi con impacchi demineralizzati e desolfatanti, e applicato un trattamento biocida. Le fessurazioni e le lacune sono state consolidate con calce aerea e integrate cromaticamente con le raffinate tecniche a "puntino" e a "velatura sottotono", restituendo l'armonia originaria basata sugli ocra, sui rossi dei laterizi e sui bianchi dei palazzi.

L'operazione si inserisce in un più ampio progetto di riqualificazione dell'ala meridionale del Palazzo del Bo (ex proprietà Capodivacca), interamente finanziato dall'ateneo per una cifra superiore ai 200 mila euro. I lavori hanno interessato le facciate storiche e gli elementi lapidei in pietra d’Istria, trachite e nanto, logorati dallo smog. Un'accurata analisi stratigrafica ha permesso di ripristinare i colori originali degli intonaci: il giallo per la facciata esterna e un luminoso tortora chiaro per il sottoportico. A completare il cantiere, entro giugno, sarà il restauro dei serramenti del piano terra e del portone storico per ulteriori 83 mila euro.

Monica Salvadori, prorettrice al patrimonio artistico, ha concluso invitando la cittadinanza a vivere gli spazi universitari come «patrimonio comune». 

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