Il riccio ci chiede aiuto: ecco come proteggere questo animale
Sempre più presenti in città, questi piccoli mammiferi rischiano spesso la vita. Vederli girare di giorno è il campanello d’allarme che l’animale è in difficoltà

Lo si vede comparire tra le aiuole del giardino oppure, nei casi più pericolosi, mentre attraversa lentamente una strada trafficata. L’incontro con un riccio è ormai sempre più frequente anche nei centri abitati, ma non sempre sappiamo come comportarci.
C’è chi lo raccoglie senza motivo e chi, al contrario, lo lascia al suo destino pensando che se la caverà da solo. In realtà bastano pochi accorgimenti per capire quando intervenire e, in molti casi, fare davvero la differenza tra la vita e la morte.
Negli ultimi anni questi piccoli mammiferi insettivori si sono avvicinati sempre di più alle aree urbanizzate, dove trovano con maggiore facilità cibo e ripari. Una scelta che, però, li espone ai pericoli delle automobili, dei tosaerba, delle reti metalliche e dei prodotti chimici utilizzati nei giardini. Anche una piscina lasciata scoperta, una buca nel terreno o una recinzione troppo fitta possono trasformarsi in trappole mortali.
Per questo conoscere le regole del primo soccorso può rivelarsi fondamentale.
Il primo indizio è l’orario
La regola fondamentale è una: il riccio è un animale notturno. Se viene avvistato in pieno giorno è molto probabile che sia in difficoltà.
Potrebbe essere ferito, malato, disidratato oppure aver perso la propria tana. Va soccorso anche se si trova sulla carreggiata, se è un cucciolo molto piccolo senza la madre, se presenta ferite, barcolla o non riesce ad appallottolarsi.
In autunno inoltrato, inoltre, un esemplare che pesa meno di 500-600 grammi rischia di non sopravvivere al letargo perché non ha accumulato sufficienti riserve di grasso.
Il primo soccorso
Se il riccio è realmente in difficoltà, va raccolto con guanti da giardinaggio o con un panno e sistemato in una scatola di cartone dai bordi alti, con carta sul fondo e una borsa dell’acqua calda, indispensabile per evitare l’ipotermia.
Si può lasciare soltanto una ciotolina d’acqua: il latte vaccino è assolutamente da evitare perché può provocare gravi problemi intestinali e risultare letale.
Allo stesso modo non bisogna somministrare farmaci, antibiotici o antiparassitari destinati ad altri animali, che potrebbero peggiorare le condizioni dell’esemplare anziché aiutarlo.
A chi rivolgersi
Dopo averlo messo al sicuro bisogna contattare al più presto un Centro di recupero animali selvatici (Cras), i carabinieri forestali oppure il servizio veterinario dell’Asl.
Il riccio europeo è infatti una specie protetta dalla legge e non può essere detenuto in casa come animale domestico. Gli operatori sapranno indicare come comportarsi nell’immediato e, se necessario, provvederanno al recupero e alle cure dell’animale.
Un gesto semplice, come spostare un riccio dalla strada o metterlo al caldo in attesa dei soccorsi, può rivelarsi decisivo.
Conoscere poche regole essenziali significa contribuire concretamente alla tutela di uno degli animali selvatici più preziosi per l’equilibrio dell’ambiente e aumentare le possibilità che possa tornare presto nel suo habitat naturale.
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