Riciclaggio, per il Riesame il quadro indiziario è forte

PIOVE DI SACCO. Operazione Miami, l’inchiesta sugli investimenti immobiliari nella città della Florida attraverso il riciclaggio di danaro “sporco”: secondo il tribunale del Riesame di Venezia è chiaro e stringente il «quadro indiziario» a carico di 4 indagati, la contabile Elisabetta Mirti, Monica Donà, convivente del principale inquisito l’ex orefice Ivone Sartori, la figlia di quest’ultimo Nicole Sartori e il collaboratore Walter Favaro. Non solo. Nelle motivazioni del provvedimento con il quale bocciano tutte le richieste di revoca o alleggerimento delle misure cautelari sollecitate dagli indagati, i giudici lagunari scrivono di un «sodalizio criminoso capeggiato da Ivone Sartori finalizzato a un numero indeterminato di reati-scopo di riciclaggio» e di una «subordinazione di tipo gerarchico» al gioielliere. Ecco in sintesi i motivi che hanno convinto il tribunale del Riesame di Venezia a confermare le misure cautelari firmate dal gip Cristina Cavaggion su richiesta del pm Benedetto Roberti che coordina l’inchiesta. Un’inchiesta in cui sono indagati (oltre a Sartori, attualmente in Florida e dichiarato latitante, difeso dal penalista Carlo Augenti) anche il primario di otorinolaringoiatria dell’ospedale di Piove, il dottor Tito Sala, che con Nicole Sartori e Monica Donà è stato destinatario della misura del divieto di espatrio. I giudici spiegano che si svolgevano delle videoconferenze transnazionali tra i membri del gruppo, anche con legali che lavoravano per loro negli Usa. «In varie conversazioni telefoniche gli indagati e gli investitori di danaro di illecita provenienza si riferiscono espressamente a un’entità in forma di organizzazione connotata da un ordine gerarchico tale da contemplare al suo vertice il Sartori, apostrofato con l’appellativo di maestro dalla Mirti... Organizzazione con base presso l’abitazione di Sartori ad Arzergrande». Pure al primario Sala è stata negata la revoca del divieto di espatrio con un provvedimento separato ma con analoghe motivazioni.
Cristina Genesin
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