La scala del Mastio è arrivata dal cielo
Un elicottero ha trasportato le componenti della nuova scala del Mastio Federiciano con continui viaggi tra la Cava e la sommità del colle. L’intervento, promosso dalla Regione Veneto e dal costo di circa 300mila euro

Per oltre un’ora ha sorvolato la cima della Rocca attirando l’attenzione di cittadini e curiosi. Ieri mattina un elicottero ha trasportato le componenti della nuova scala di accesso al Mastio Federiciano, compiendo continui viaggi tra il parcheggio della Cava, trasformata per l’occasione in una base logistica per il carico degli elementi della carpenteria metallica, e la sommità del Colle.
Il forte rumore del velivolo e il continuo andirivieni tra il centro e la Rocca hanno richiamato numerose persone che si sono fermate a osservare l’insolita operazione portata avanti dalla Regione Veneto, proprietaria del bene, per un intervento dal costo complessivo di circa 300 mila euro.
Particolarmente suggestiva l’immagine dell’elicottero in volo con un lungo verricello sospeso nel vuoto, al quale erano agganciati i diversi componenti della struttura che lentamente risalivano verso il colle.
I pezzi sono stati quindi posizionati ai piedi del Mastio, dove nelle prossime settimane proseguiranno le operazioni di montaggio della nuova scala, a cui seguirà l’annuncio della Regione sulla riapertura di uno dei luoghi simbolo della città, chiuso ormai da otto anni.
L’ultima possibiltià di visitare il Mastio risale infatti al 2017. Da allora si sono susseguiti iter burocratici, progetti rimasti sulla carta, costi importanti, soluzioni provvisorie, annunci di riapertura e interrogazioni istituzionali. Un percorso lungo e complesso per restituire l’accesso alla fortezza, fatta costruire nel 1239 per volontà dell’imperatore Federico II attraverso il suo alleato Ezzelino da Romano.
Realizzata in trachite e alta circa venti metri, la torre sorse al posto dell’antica Pieve di Santa Giustina: recenti scavi archeologici ne hanno riportato alla luce alcune tracce. Nel corso dei secoli la struttura fu ampliata e modificata fino a diventare il cuore del complesso fortificato, che oggi domina la città offrendo un panorama suggestivo.
La suggestione non proviene soltanto dalla sommità del colle. Il percorso inizia da piazza Mazzini e accompagna il visitatore lungo quella che il poeta Gian Antonio Cibotto definì «la più bella passeggiata del Veneto».
Si passa accanto al Castello, a Villa Nani, alla Pieve di Santa Giustina, al Belvedere, alla Fossa dei Leoni, per raggiungere le Sette Chiesette e l’Esedra di San Francesco. Da qui una scalinata conduce al sentiero del colle e alla Locanda Longobarda. Un itinerario naturalistico di circa trenta minuti porta poi fino alla cima, dove domina appunto il Mastio. Per raggiungere la sommità il visitatore deve quindi affrontare un dislivello di circa 150 metri e proprio questa caratteristica ha alimentato negli anni diverse riflessioni sulle modalità di accesso.
Circa vent’anni fa il cuore del colle è stato in parte sventrato per costruire un ascensore, poi bloccato dalla Giustizia, che avrebbe comunque condotto il visitatore in uno dei tornanti del sentiero e reso necessaria un’ulteriore soluzione per superare l’ultimo importante dislivello.
Per questo negli anni sono state avanzate proposte alternative a quella dello scavo interno al colle, come quella dell’utilizzo di piccole auto elettriche che potrebbero salire senza particolari difficoltà e senza impatto ambientale. Ipotesi che nei prossimi mesi potrebbero tornare a circolare con l’arrivo della nuova scala.
Riproduzione riservata © Il Mattino di Padova








