L’abbraccio dei centomila al Santo: «Un legame che sorprende sempre»
Esauriti i pani benedetti, mentre sul web si accendono migliaia di ceri virtuali

Centomila pellegrini per il Santo, Padova si ferma e accoglie. Il 13 giugno – ancora una volta – il tempo rallenta, lo spazio si riduce e decine di migliaia di persone convergono verso la basilica di Sant’Antonio. Per pregare, ringraziare, chiedere, piangere e amare.
E così il miracolo non sta forse nelle reliquie ma in quello che si compie per strada, nelle code pazienti che alle cinque del mattino si formano già davanti al portone chiuso, nei gruppi di camminatori partiti nella notte da Este, a 31 chilometri, nei ciclisti arrivati dai paesi della cintura mentre la città dormiva. Il Santo arrivato a Padova dal Portogallo ha ottenuto l’ennesima conferma di una devozione che si rinnova senza sfiorire in una stanca abitudine.
Centomila in un giorno
«Togli i numeri alle cose ed esse periranno», diceva Agostino. E i numeri parlano: la basilica ha registrato un’affluenza stimata di circa 100.000 pellegrini nell’arco della sola giornata di sabato, tra fedeli alle undici celebrazioni liturgiche, quanti hanno percorso il corridoio della cappella delle reliquie e quanti hanno seguito la processione.

Già alle sei il santuario era completamente occupato – 800 posti a sedere – con migliaia di persone in piedi nelle navate laterali, circa 2.000 per ogni messa. Alle 11 le guardie della basilica hanno bloccato gli accessi per raggiunti limiti di capienza. Una coda ininterrotta si è formata da via Belludi lungo il sagrato, proseguendo fino alla porta meridionale.
Le reliquie e la Tredicina
Dall’inizio della Tredicina fino a ieri sono stati conteggiati 40.000 passaggi alla cappella delle reliquie. I pani benedetti sono andati tutti esauriti: oltre 14.000 sono stati distribuiti dal Messaggero di Sant’Antonio, 16.000 richiesti dai devoti di tutta Italia, 6.000 panini dell’Arciconfraternita distribuiti dalla primissima mattina sul sagrato. Novemila le bottigliette di acqua benedetta, anch’esse quasi interamente distribuite.
Le omelie e le istituzioni
«È sempre motivo di sorpresa e gratitudine constatare come sin dalle prime ore del mattino ci sia questo abbraccio tra i pellegrini e Sant’Antonio», l’osservazione del rettore, padre Antonio Ramina, sottolineando il filo conduttore del 2026: il giglio come simbolo condiviso da Antonio e Francesco. Per Antonio simbolo di Vangelo e comunità; per Francesco richiamo ai gigli del campo, inno all’affidamento alla provvidenza.

Il vescovo Claudio Cipolla – che ha presieduto la messa pontificale delle 11.30 – ha sviluppato il tema: «Li accomuna il fatto che hanno visto in Gesù una strada per essere uomini, liberi, capaci di una profondità interiore che nobilita la nostra umanità». Cipolla ha insistito sull’urgenza del «restare umani» nel tempo dell’intelligenza artificiale, riprendendo i pensieri dell’enciclica di papa Prevost.
Il ministro provinciale padre Roberto Brandinelli alla messa delle 17 ha insistito sul dono: «Ciascuno ha ricevuto da Dio un dono preciso con cui portare il proprio contributo all’edificazione della casa comune».
Un percorso spesso ostacolato dalla difficoltà di conoscere davvero se stessi, ma la vera felicità nasce quando ciascuno scopre il posto per cui è stato creato e lo occupa mettendosi a servizio degli altri.
Nella parte conclusiva dell’omelia, padre Brandinelli ha richiamato una delle devozioni più popolari legate a Sant’Antonio, quella del Santo invocato per ritrovare ciò che è stato smarrito.
Tra le istituzioni, il presidente della Regione Alberto Stefani, il sindaco Sergio Giordani, il senatore Antonio De Poli e la deputata Elisabetta Gardini. Si è notata anche la presenza di Emanuele Filiberto di Savoia.
La processione
Il lungo corteo – sessantasei gruppi – ha percorso il tradizionale itinerario con la statua votiva a chiudere il corteo. La reliquia del mento portata dai Macellai Militi dell’Immacolata, quella del dito dal ministro provinciale Brandinelli. Lungo il percorso una folla compatta ha atteso e salutato il passaggio.
Al rientro la benedizione dal sagrato e il rinnovo dell’appuntamento al 2027. Ottanta i volontari del Cisom coordinati dal gruppo di Padova, tra cui dodici tra medici e infermieri, con punto medico, Croce Rossa e Croce Verde. Stimati ottanta interventi a fine processione.
La devozione sui social
La festa si è celebrata anche oltre i confini fisici della basilica. Oltre 700.000 persone sono state raggiunte in Italia via Facebook, 25.000 sul canale YouTube del Messaggero, 20.000 su 13giugno.org, 60.000 invece su Instagram. Oltre 14.000 sono state le candele virtuali accese dall’inizio della Tredicina, 5.000 nella sola mattinata di ieri.
All’estero i devoti raggiunti sono stati oltre 40.000 su Facebook in inglese e 40.000 su june13th.org, con quasi 4.000 candele virtuali.
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