Segre è cittadina onoraria con il sì anche di FdI e Lega

Voto unanime del consiglio comunale sulla mozione presentata da Berno (Pd) Turrin: «L’odio non è solo di destra». Ferro: «Il Carroccio sfila con Forza Nuova» 
MARIAN - AGENZIA BIANCHI - PADOVA - LILIANA SEGRE AL BO
MARIAN - AGENZIA BIANCHI - PADOVA - LILIANA SEGRE AL BO

Liliana Segre è cittadina di Padova. Lo ha deciso ieri all’unanimità il consiglio comunale, che attraverso una mozione presentata dal capogruppo del Pd Gianni Berno, nata per esprimere la solidarietà alla senatrice a vita dopo i gravissimi attacchi subiti sui social network, ha stabilito di conferire la cittadinanza onoraria alla senatrice a vita, una dei pochi superstiti italiani dell’Olocausto.

A votare la mozione anche l’ala di destra del parlamentino di Palazzo Moroni, che però ha tenuto a specificare più volte, soprattutto attraverso gli interventi dei consiglieri di Fratelli d’Italia, Elena Cappellini, Enrico Turrin e Matteo Cavatton, come «l’odio non sia di destra o di sinistra».

Voto a favore quindi anche di Fdi, Lega, Forza Italia, lista Bitonci e Movimento Cinque Stelle, oltre a quello scontato di Pd, Coalizione Civica e civici di Giordani e Lorenzoni.

La senatrice Segre, nel 1944 venne deportata dal binario 21 della stazione di Milano Centrale al campo di concentramento di Auschwitz-Birkenau, venendo subito separata dal padre, che non rivide mai più e che sarebbe morto il successivo 27 aprile.

«Ovvio che votiamo a favore, ma così com’è giusto evidenziare l’odio e il razzismo emersi nel deplorevole periodo del nazismo, è giusto non affibbiare l’odio alla destra. La storia ci insegna che a sinistra abbiamo altri esempi di violenza e odio che meritano la stessa attenzione. Ed oggi contribuiscono altrettanto all’odio sociale».

«Oggi ci sono partiti che sfilano insieme a Forza Nuova, come la nuova Lega di Salvini, che sono i primi produttori di odio» ha ribattuto Stefano Ferro (Coalizione Civica). «Dobbiamo combattere prima di tutto questo modo di fare politica».

Prima di Padova, anche Torino, Arezzo e Piacenza hanno conferito la cittadinanza onoraria alla senatrice a vita. —

Luca Preziusi



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