Famiglia con un figlio minore senz’acqua in casa: «Violato un diritto»
Le bollette venivano recapitate a un altro soggetto. Nonostante l’impegno degli inquilini residenti a Selvazzano a saldare il debito, l’allacciamento non è ancora stato ripristinato

Una famiglia con un minore si è vista tagliare la fornitura di acqua perché le bollette non venivano recapitate al loro indirizzo e quindi non venivano pagate. L’intestatario dell’utenza, infatti, non era un componente della famiglia in questione, bensì la figlia del titolare dell’immobile di cui il nucleo è affittuario.
Il problema è che, scoperto il taglio della fornitura e il qui pro quo sulle bollette, non è bastato l’impegno della famiglia a saldare quanto dovuto per riottenere il servizio. Il contatore è ancora staccato e l’acqua in casa non arriva.
Del caso è stato interessato lo Sportello sociale di via Bajardi a Selvazzano che sta cercando di aiutare il nucleo familiare. «L’acqua è un servizio essenziale che viene negato», tuona Daniela Ruffiini, «vengono violati i diritti fondamentali di queste persone. Si tratta di un gesto grave e disumano nei confronti di questa famiglia di Selvazzano che da giorni è rimasta senza erogazione dell’acqua potabile a causa del distacco completo dell’utenza. E a rendere la vicenda ancora più inaccettabile», continua Ruffini, «è la presenza nell’alloggio di un minore e le modalità stesse con cui si è arrivati al taglio della fornitura perché le bollette del servizio idrico non sono mai state recapitate alla famiglia inquilina, in quanto l’utenza risulta intestata a terzi, ovvero alla del proprietario dell’immobile.
Nonostante lo Sportello sociale e la famiglia abbiano immediatamente dato la propria disponibilità a saldare il debito - con una rateizzazione delle somme dovute - la richiesta di ripristino del servizio è stata finora respinta o bloccata dalla burocrazia. E i rubinetti in casa continuano a rimane a secco con tutti i disagi che questo comporta.
«Lasciare un nucleo familiare con un minore privo di un bene primario ed essenziale come l’acqua è una decisione vergognosa», tuona Ruffini, «l’acqua è un diritto umano universale, riconosciuto dalle Nazioni Unite e tutelato dalla normativa dell’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (Arera). Staccare completamente il contatore a chi manifesta la chiara volontà di pagare a rate e in presenza di minori viola ogni principio di tutela sociale e civiltà».
Secondo la regolamentazione Arera l’interruzione totale della fornitura di acqua non può avvenire in modo arbitrario, specie di fronte a situazioni di vulnerabilità sociale e senza aver garantito il quantitativo minimo vitale, indicato in 50 litri al giorno per persona).
«Chiediamo la riattivazione della fornitura idrica, l’accoglimento immediato del piano di rateizzazione del debito pregresso e l’intervento dei Servizi sociali del Comune di Selvazzano affinché vigilino sul rispetto delle normative a cui anche Etra dovrebbe sottostare», le richieste dello Sportello sociale.
«Se la situazione non si sbloccherà nelle prossime ore, lo Sportello assisterà la famiglia nell’attivazione di tutti i canali di tutela legale e reclamo d’ugenza a tutte le autorità competenti», conclude Ruffini.
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