Semina il panico in profumeria, vetri ovunque e clienti in fuga
È successo a Cittadella. L’uomo è stato fermato dagli agenti: non ha saputo spiegare la sua condotta

Vetrina in frantumi, profumi ovunque e clienti in fuga: un uomo di 36 anni senza fissa dimora ha trasformato il sabato pomeriggio del centro storico in un film dell’orrore, seminando il panico in una profumeria prima di essere bloccato dalla polizia locale. L’uomo, visibilmente alterato, vagava con andatura barcollante tra i negozi quando ha varcato la soglia dell’esercizio commerciale.
I clienti presenti hanno assistito increduli alla scena: l’uomo ha iniziato a gridare frasi sconnesse, gesticolando in modo scomposto, per poi scagliarsi contro una delle vetrine espositive, rovesciandola. Profumi e contenitori sparsi ovunque, mentre l’uomo si allontanava lasciando dietro di sé il caos.
Il titolare dell’attività, mantenendo la lucidità, ha immediatamente composto il numero della polizia locale mentre alcuni passanti si allontanavano spaventati. Gli agenti del distretto Pd1a sono intervenuti in pochi minuti. La pattuglia ha individuato il giovane poco distante, ancora in evidente stato di agitazione. Con calma e professionalità, parlando con toni pacati per non agitarlo ulteriormente, gli operatori sono riusciti a circondare e immobilizzare l’uomo senza che opponesse resistenza, evitando conseguenze peggiori.
«I nostri agenti hanno dimostrato competenza e umanità», commenta il comandante Gledis Sambugaro, «hanno adottato un approccio calibrato, comprendendo immediatamente che si trattava di una persona in difficoltà più che di un criminale. L’obiettivo primario era metterlo in sicurezza e affidarlo alle cure mediche».
Trasportato al comando per l’identificazione, è apparso confuso e disorientato, incapace di spiegare il proprio comportamento.
Il personale del 118, giunto con un’ambulanza, ha prestato le prime cure prima del trasferimento al vicino pronto soccorso per accertamenti tossicologici e valutazione psichiatrica. Al momento sono in corso i rilievi da parte delle forze dell’ordine per quantificare i danni subiti dall’attività commerciale e per ricostruire l’esatta dinamica dell’accaduto. Restano da chiarire le cause del comportamento aggressivo del giovane, se legato a una crisi psichica o all’assunzione di sostanze.
L’episodio riaccende i riflettori sulla gestione delle fragilità urbane. «Non si tratta solo di ordine pubblico», sottolinea il comandante Sambugaro, «ma di intercettare il disagio prima che sfoci in episodi come questo. La formazione continua del nostro personale sulle tecniche di gestione delle crisi e il coordinamento con i servizi sociali sono fondamentali».
La sicurezza urbana, concludono dal comando di polizia locale, «passa necessariamente attraverso l’integrazione tra controllo, prevenzione e assistenza sociale».
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