«Serve un sindaco

«Brividi» come a Sanremo. Ma la reazione emotiva ha una triplice valenza. «Mi vengono i brividi a vedere in che condizioni è la città», attacca Francesco Peghin, candidato sindaco del centrodestra, nella sua prima conferenza stampa dopo la discesa in campo. «Mi vengono i brividi anche a pensare all’impegno che metterò per Padova», aggiunge. Ma il brivido vero lo regala il Covid: tampone rapido positivo poco prima dell’appuntamento con i giornalisti. E dunque collegamento da casa on-line: «Sto bene, ho solo un po’ di raffreddore – rassicura tutti – In ogni caso il mio impegno non cambia, resterò isolato alcuni giorni».
È saltata però quella che avrebbe dovuto essere la sorpresa del cosiddetto “press mob”: i cronisti avrebbero dovuto trovare Peghin dietro il bancone del bar “Piano terra” al Borgomagno a servire i caffè. Un servizio che richiama lo slogan «Serve a Padova», che accompagnerà Peghin per tutta la campagna elettorale cucendogli addosso il ruolo anglosassone di “civil servant”.
La lega E LE POLEMICHE
Un confronto a tutto tondo con la stampa in cui l’imprenditore – 56 anni, titolare della Blowtherm, ex presidente di Confindustria – non si è sottratto alle domande sulle polemiche politiche che hanno accompagnato la sua discesa in campo e le ha trasformate in un attacco a Giordani: «Mi pare che nel centrosinistra le cose vadano peggio. Lorenzoni candidato alle regionali contro Zaia è colui che per primo non sostiene più Giordani, tenendosi fuori dai giochi», spiega.
E la Lega? «Proprio perché una parte del centrodestra ha pensato di chiedere a un civico di candidarsi è normale che ci siano visioni differenti. Lo trovo un dibattito lecito all’interno di un partito».
Dalla sua parte si sono già schierate Forza Italia, Coraggio Italia e la lista “Rinascimento” di Vittorio Sgarbi: «Arriveranno presto altri partiti ma anche movimenti e associazioni», spiega.
L’ESSENZA DEL CIVISMO
«Quali sono le caratteristiche che la rendono un civico di centrodestra?», gli viene chiesto. «Non mi piacciono le etichette, destra e sinistra sono posizionamenti ideologici che valgono per la politica nazionale. Io da civico mi rivolgo a tutti i padovani, anche quelli di centrosinistra».
Un’altra occasione per marcare le differenze: «Giordani non è più un sindaco civico, è emerso in questi quattro anni. Il suo portavoce è un esponente della segreteria del Pd. Io sono diverso: non ho persone di partito che tirano i fili, nessuno mi telecomanda. Sono qui senza tessere, se verranno Salvini e Meloni a sostenermi sapranno che sostengono un civico».
Poi però “confessa” di aver votato centrodestra – e quindi Massimo Bitonci – cinque anni fa. Anche se: «Sergio è una persona stimabilissima. Abbiamo conoscenza e stima reciproca. Anzi, quando ho fatto “Run for Children” era mio vicepresidente».
Di certo non ha gradito essere definito una “brutta copia”: «Dal punto di vista politico è davvero di basso livello, mi ricorda il tema della “rottomazione”. Le mie differenze con Giordani le giudicheranno i padovani».
SICUREZZA al centro di tutto
Nella prima uscita pubblica Peghin scopre le carte sui temi forti della campagna elettorale: «Vi ho portato in un bar del Borgomagno – spiega – perché mostra quanto il sindaco uscente sia distante dai problemi reali. Dice che va tutto bene ma questo bar è simbolico. Padova è agli ultimi posti della sicurezza in Italia. Pochi giorni fa sono andato a comprare il fumetto di Tex Willer, di cui sono appassionato, in un edicola in centro. L’edicolante mi ha detto: “Ghe voria Tex Willer per sistemare la città”. Questo bar al Borgomagno racconta anche la possibilità di riqualificare i quartieri con operazioni azzeccate. Dovrebbero esserci molti più bar così. Invece le attività commerciali continuano a chiudere nell’indifferenza della giunta». Stesso discorso per i quartieri: «Giordani è in campagna elettorale permanente con tagli di nastro e rendering continui. Ha dichiarato “renderemo l’Arcella il quartiere più bello di Padova”. Più che “renderemo” è solo un “rendering” e basta».
VIABILITà E INQUINAMENTO
L’appuntamento al Borgomagno ha anche un altro scopo: «Sveliamo le bugie e le barzellette sulle manutenzioni. Altro che pochi mesi di cantieri, per molto tempo è stato necessario fare giri incredibili per arrivare all’Arcella perché il cavalcaferrovia era chiuso. Anche oggi c’è una strettoia dove un’ambulanza non passa. Non è questo il modo di affrontare la viabilità. Per non parlare di altre zone in difficoltà: Pontevigodarzere, Stanga, Corso Milano e tanti altri punti critici. Inoltre un non padovano che arriva a Padova Est fa fatica a entrare in città, si perde e viene deviato sulla tangenziale. Mi chiedo in cinque anni cosa sia stato fatto».
Poi la transizione ecologica da declinare in modo innovativo: «Gli ultimi dati di Legambiente pongono Padova tra i peggiori posti in cui vivere in Italia. Avrebbe dovuto esserci una componente ambientalista in giunta, ma a parte le domeniche ecologiche non hanno fatto nulla. Solo risposte vecchie e nessuna soluzione».
TRAM E INCENERITORE
Sui temi divisivi però le certezze sfumano: «Non ho l’arroganza di dire “so tutto io”. Voglio parlare con i padovani e decidere. Sull’inceneritore farei un referendum, mentre sul tram voglio confrontarmi con i padovani. A partire però da un assunto: non è che perché arrivano i finanziamenti bisogna farlo per forza, prima vediamo quali sono i problemi e le criticità, le analizziamo insieme e decidiamo».
È proprio sull’enorme mole di finanziamenti che il Pnrr riverserà su Padova che Peghin prova a basare la sua candidatua: «Serve cambiare adesso perché Giordani non è in grado di gestire i fondi del Pnrr nella direzione dell’innovazione, della rigenerazione urbana e della sostenibilità. Come può farlo con una città lasciata in queste condizioni?».
LA PASSIONE E IL SERVIZIO
L’ultima domanda non può che essere il classico: chi glielo ha fatto fare? «Fare il sindaco è una scelta di vita. Ho organizzato la mia azienda con dei collaboratori che sono in grado di fare bene. E sarà un sacrificio anche per la mia famiglia – confessa – Ma dalla mia parte ho una grande passione per la città che ho già dimostrato come imprenditore e impegnandomi nelle categorie, nel sociale e nello sport». —
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