Sfrutta la coda al Telepass e transita gratis 80 volte

MONTEGROTTO TERME. Andata liscia la prima volta, ci aveva preso gusto contando forse sulla legge dei grandi numeri: con milioni di automobilisti di passaggio sull’A4 tra Venezia e Padova un transito in più e dal valore di una manciata di euro non si sarebbe notato. Questa, probabilmente, era la sua speranza.
E invece ieri, in tribunale a Venezia, per Andrea Guarnieri, residente a Latisana (Udine) ma domiciliato a Montegrotto Terme nella sua galleria d’arte, sulla legge dei grandi numeri si è imposto il codice penale e così il 58enne è stato condannato a 1 anno e 3 mesi e a 600 euro di multa per il reato di truffa.
Tra il novembre del 2014 e l’aprile del 2015, stando a quanto accertato in fase processuale, Guarnieri è riuscito a transitare per i caselli autostradali gestiti da Cav senza pagare il pedaggio, nemmeno un cent.
Nel complesso circa 80 passaggi corrispondenti, in termini di mancato pagamento del pedaggio, a oltre 5.600 euro. Spiccioli, se riferiti agli incassi milionari della concessionaria autostradale, e però per Guarnieri un bel risparmio, frutto di un comportamento censurabile.
Ma come faceva, il furbetto del casello, a passare alla guida della sua Lancia Lybra, tenendo il portamonete chiuso? Infilandosi nelle corsie riservate ai possessori di Telepass a ruota del mezzo che lo precedeva, riuscendo così a farla franca prima che si abbassasse la sbarra.
Per dirla con le parole della procura, lo faceva «adoperando un artifizio consistito nell’accodarsi, al momento dei transiti in uscita, ad altri veicoli transitanti attraverso le piste telepass, traendo in errore gli operatori preposti al controllo». Un trucchetto messo in atto sulla tratta autostradale gestito dalla Cav (Concessioni autostradale venete) che gestisce l’A4 tra Venezia e Padova e il Passante di Mestre.
Il maggior numero di transiti c’è stato al casello di Villabona (Venezia-Mestre), ad esempio il 26 novembre, il 2, il 4, il 5 dicembre del 2014, ma anche ai caselli di Padova, di Mira e di Preganziol. Parte offesa, va da sé, la società autostradale con sede in via Bottenigo, a Marghera.
Sul fronte delle indagini c’è da dire che l’individuazione di Guarnieri non è stata semplice: la Lancia Lybra con la quale ha commesso il reato infatti non era intestata a lui perciò, per verificare che alla guida dell’auto ci fosse proprio Guarnieri, nei giorni in cui andava in scena il trucchetto del Telepass è stato necessario ricostruire i suoi movimenti attraverso gli agganci alle celle dei telefonini.
E così è stato possibile ricostruire i suoi percorsi. Il 9 marzo del 2015, per esempio, Guarnieri stava uscendo dal casello di Mira mentre poche settimane dopo, il 25 marzo, era al casello di Preganziol. —
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