Si dimette il presidente di Crediveneto

MONTAGNANA. «Questa poltrona non ha la colla. Se non centri gli obiettivi servono coerenza e dignità: anche se in Italia non è pratica usuale, ho deciso di lasciare questa carica come gesto di responsabilità verso banca e soci». Alessandro Belluzzo, dal 2005 presidente di Crediveneto, ha rassegnato ieri pomeriggio le proprie dimissioni dai vertici dell’istituto di credito montagnanese. Lo ha fatto dopo una riflessione sofferta e soprattutto alla vigilia del quarto bilancio in rosso per Crediveneto. «Nella scorsa assemblea dei soci avevo promesso di chiudere il bilancio 2013 in pareggio, addirittura con piccolo utile» sottolinea Belluzzo «Dopo i 21,4 milioni di perdite dei tre bilanci scorsi, però, il conto che presenteremo nell’assemblea di aprile avrà utili in negativo per 9 milioni di euro, esattamente come l’anno scorso. Per dignità e coerenza lascio il mio ruolo, sperando che questa sofferta scelta, assolutamente personale e non imposta, sia propedeutica al rinnovamento dell’azienda».
Belluzzo, chirurgo di Legnago, nel 1995 era stato presidente della Banca Scaligera Orientale, che nel 1999 si è fusa con la Bcc del Montagnanese dando vita alla Bcc Montagnanese-Scaligera, poi divenuta Crediveneto. Dal 2001 al 2004 era quindi stato vice dell’allora presidente Luigi Sammarco, ereditando poi la presidenza nel 2005. «Nei 18 anni di operato in questa banca, la Crediveneto è passata da 60 a 150 milioni di patrimonio di vigilanza» puntualizza Belluzzo «Proprio grazie a questo patrimonio la banca può dirsi solida e al sicuro nonostante queste perdite. Risparmiatori e soci non devono essere preoccupati. Di fatto la grande crescita del decennio scorso, che ci ha portato tra i vari successi a raggiungere 9 mila soci e 33 mila conti correnti, sta compensando la feroce crisi di questi ultimi tempi, che si è mangiata molto di quanto accantonato in passato». Il prossimo 27 aprile, data dell’assemblea, il bilancio presenterà non a caso un patrimonio sceso a 120 milioni. Incalza il dimissionario: «Siamo stati gli ultimi a chiudere i rubinetti alle piccole aziende del territorio, portandoci a casa dei rischi che ora pesano sui nostri bilanci». Gli utili negativi hanno portato l’amministrazione di Crediveneto a pensare anche ad un fondo immobiliare per ricavare liquidità dal patrimonio (di cui fanno parte villa Nuvolari a Mantova e palazzo Orti Manara a Verona), ma soprattutto a rivoluzionare i vertici operativi dell’istituto: l’avvento, a dicembre, del nuovo direttore Luca De Mattia rappresentava proprio questo tentativo di svolta. «Siamo riusciti a triplicare la liquidità – che ammonta a 400 milioni - e a raddoppiare quella a doppio termine» assicura Belluzzo «tanto che se nel 2015 dovessimo restituire il prestito di 100 milioni alla Bce, non avremmo alcun problema».
Belluzzo ha optato per le dimissioni anche per non ostacolare un nuovo ricambio del Cda in vista di aprile, come peraltro vivamente richiesto da Bankitalia che dal 17 gennaio è in Crediveneto per un’ispezione: «Un’ispezione che non ha rilevato particolari problematiche o anomalie e che, come è normale che sia di fronte al quadriennio di perdite, ha consigliato il ricambio ai vertici. È lì che ho sentito che il rapporto fiduciario nei miei confronti è venuto meno, anche se nessuno mi ha mai costretto a dimettermi. Non penso comunque di essere l’unica figura che terminerà qui l’esperienza amministrativa in Crediveneto». Saranno probabilmente automatiche, a questo punto, le dimissioni di Belluzzo dalla vicepresidenza di Federveneto e dalla commissione Abi.
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