Si è aperto il processo per le cremazioni sospette

Si è aperto ieri il processo per le cremazioni sospette. Si è dibattuto delle questioni preliminari (il pm era Giorgio Falcone). Il Comune di Padova è sia parte civile che responsabile civile. A...

Si è aperto ieri il processo per le cremazioni sospette. Si è dibattuto delle questioni preliminari (il pm era Giorgio Falcone). Il Comune di Padova è sia parte civile che responsabile civile. A processo ci sono i due ex addetti al forno crematorio del cimitero Maggiore di Padova: Dario Ferro, 23 anni di Rubano, e Rossano Ferro, 41 di Saccolongo, già dipendenti di Nordest Cremazioni , accusati di soppressione e vilipendio di cadavere nonché di peculato in seguito alla sparizione di una bara.

All'epoca dei fatti l'azienda gestiva l'impianto padovano di proprietà del Comune, dopo aver vinto un regolare appalto. Tre anni e mezzo fa i carabinieri scoprirono che, all'interno di un raccoglitore sistemato all'altezza del forno numero 2, erano conservate le ceneri di tre salme. Ceneri mescolate dopo la cremazione di tre corpi (due uomini e una donna) avvenuta il giorno precedente. La signora era deceduta l'8 ottobre, i decessi delle altre due persone (riesumate) risalivano agli anni '90. Gli investigatori accertarono che le ceneri erano state riposte in un'unica cassetta che pesava 8 chili, quando invece avrebbe dovuto pesarne almeno 11, ossia 3 chili e mezzo per ogni singola cremazione.

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