Siccità, la falda del Brenta scende di un metro: agricoltura in allerta

Inverno senza neve e primavera senza piogge: il livello è inferiore di 110 cm rispetto al 2025. Cia Padova: «Serve subito un piano idrico di emergenza»

Silvia Bergamin
Il fiume Brenta in secca nel territorio comunale di Limena
Il fiume Brenta in secca nel territorio comunale di Limena

Crisi climatica globale ed effetti locali, la falda del Brenta scende di un metro rispetto allo scorso anno e il sistema agricolo si prepara a reggere l’urto. Al momento gli esperti dicono «nessun allarmismo», ma evidenziano un dato concreto: nel marzo di quest’anno il livello della falda è risultato inferiore di un metro e dieci centimetri rispetto allo stesso periodo del 2025.

A pesare è stato un inverno povero di neve in montagna, unito a una primavera finora avara di piogge in pianura. Lo spettro è quello di un’estate simile al 2022, segnata da una siccità prolungata. «È troppo presto per dirlo», chiarisce Cia Padova, «in ogni caso ci stiamo preparando a qualsiasi scenario». La fase che si apre ora è cruciale.

«Da adesso in poi iniziano le diverse semine», osserva il direttore di Cia Padova, Maurizio Antonini, «ed è un momento molto delicato. Il mais, in particolare, è una coltura idroesigente». Se nelle prossime settimane non sono attese criticità immediate, il quadro potrebbe cambiare rapidamente. «Se non dovesse piovere, alla fine del mese registreremo i primi problemi».

Le conseguenze sarebbero evidenti: minori rese e qualità inferiore delle colture. Da qui la necessità di agire subito. «Serve già adesso un piano finalizzato alla programmazione idrica emergenziale». Tradotto: garantire acqua sufficiente all’agricoltura anche in caso di mesi particolarmente siccitosi.

«La competenza è dell’Autorità di Bacino distrettuale delle Alpi Orientali», spiega Antonini, «che può coinvolgere anche Trentino-Alto Adige e Friuli Venezia Giulia». Fare squadra, dunque, diventa essenziale. «Il comparto agroalimentare è strategico per il Paese: non devono esistere confini nell’uso dell’acqua».

Parallelamente, serve investire per ridurre gli sprechi: «Non possiamo permetterci di perdere nemmeno una goccia: vanno finanziati gli impianti di irrigazione di precisione». Il cambiamento climatico non è più in discussione e servono azioni all’altezza dell’urgenza: «Le istituzioni devono adottare provvedimenti concreti per salvaguardare l’intera filiera».

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