Il sindaco che loda la stretta sulle sagre: «Ora finalmente incassi trasparenti»
Il primo cittadino di Cadoneghe va controcorrente: «Era giusto fare distinguo». La Regione: «Sosterremo modifiche utili»

L’allarme lanciato da Unpli sul futuro delle sagre ha scatenato un dibattito senza precedenti per il grande mondo delle sagre. La riforma della fiscalità per il Terzo Settore – quello che coinvolge anche le Pro loco che organizzano gran parte di questi eventi – rischia di creare non pochi ostacoli al folklore locale. «Ci trattano come enti commerciali, più di qualche sagra salterà», ha denunciato l’associazione delle Pro loco, cercando eco sia a livello nazionale che locale. Ma non tutti si stracciano le vesti.
«Che si voglia fare chiarezza sui conti, su ciò che entra e ciò che esce dalla cassa, non mi pare uno scandalo»: Marco Schiesaro, primo cittadino di Cadoneghe, di professione ristoratore, sfida l’impopolarità e si fa interprete di una posizione che – nelle prime reazioni alla nuova fiscalità imposta alle feste e alle sagre promosse dalle Pro loco – sembra decisamente contro corrente. Il sindaco fa i suoi distinguo e le sue premesse, fra tutte quella di non aver studiato a fondo la normativa e di esprimere quindi una posizione più di principio. Ma tanto basta.
«Io penso che una chiarificazione sul tema sia doverosa», dice Schiesaro, «è importante e del resto è quanto chiedono – e io credo giustamente – non solo i commercianti e gli esercenti ma le stesse associazioni di categoria. Ci sono feste e sagre che durano settimane, tirano su molti soldi, ma spesso non si sa quante spese affrontino e quanti guadagni alla fine rimangano agli organizzatori. La trasparenza è fondamentale, questo non significa togliere niente a nessuno».
Il sindaco non si esprime nel dettaglio della nuova normativa: «Ne approvo le linee generali», sottolinea, «perché è evidentemente un provvedimento che vuole mettere trasparenza sugli incassi di queste manifestazioni. È giusto che a fonte di incassi anche importanti, qualcosa al fisco venga pagato».
I distinguo non mancano: «C’è differenza tra la sagra parrocchiale, dove tutti, davvero, prestano il loro servizio come volontari e dove tutto il ricavato – pagate e spese – viene impiegato per le attività della parrocchia stessa, dei patronati o degli asili», l’esempio che porta Schiesaro, «altra cosa sono feste e manifestazioni estemporanee promosse da privati o anche da associazioni che con le finalità sociali e la beneficenza hanno poco o nulla a che fare.
«Negli ultimi anni», continua, «sono spuntate come funghi sagre di ogni tipo, anche a scapito di quelle parrocchiali. Poi magari alla fine staccano un assegno da poche migliaia di euro per qualche fine benefico e così si spacciano per iniziative senza fini di lucro. Non ritengo che questo sia corretto e se le nuove norme correggono questa stortura allora ben vengano». A questo punto, però, una distinzione, anche nelle leggi fiscali, ci vuole, secondo Schiesaro: «Penalizzare le sagre parrocchiali con chiari e trasparenti fini sociali sarebbe un errore, ma c’è molto altro su cui norme più eque vanno effettivamente applicate».
Intanto anche la politica veneta si muove a sostegno di queste realtà che oggi si vedono insidiate. L’assessore alle Pro loco della Regione Veneto, Paola Roma, ha espresso la ferma volontà di tutelare questi enti: «È nostro dovere categorico non solo mantenere, ma promuovere questa ricchezza. La riforma fiscale, di competenza statale, richiede un approccio tecnico e specialistico».
«Un primo passo concreto sarà l’attivazione di un programma di formazione congiunta con le associazioni territoriali delle Pro loco. Vogliamo illustrare concretamente il portato della normativa e standardizzare i documenti e gli atti, in modo da consentire alle singole Pro loco di utilizzare i propri volontari per l’assolvimento degli oneri, riducendo al minimo i costi di consulenza esterna».
L’assessore Roma evidenzia inoltre i vantaggi derivanti dall’iscrizione al Registro nazionale del Terzo Settore, promossa da Unpli nazionale, tra cui il regime forfettario, l’esclusione dall’Iva e maggiori benefici fiscali per i donatori: «La Regione interverrà promuovendo le opportune revisioni. In un confronto sollecito tra tecnici, operatori del settore e istituzioni, valuteremo tecnicamente le anomalie e le incongruenze e agiremo presso le amministrazioni statali per rapidi interventi correttivi».
Riproduzione riservata © Il Mattino di Padova








