Soranzo lascia la guida provinciale di Fratelli d’Italia: lunedì il commissario
La decisione era nell'aria da tempo. Speranzon: «Dovrà traghettare il partito fino al congresso»

Era nell’aria da tempo, almeno da quando è stato nominato presidente della sesta commissione regionale. Sabato è arrivata l’ufficialità: Enoch Soranzo lascia la guida provinciale di Fratelli d’Italia.
«La presidenza di una commissione e la guida di una federazione importante sono due ruoli che richiedono un impegno quotidiano», sottolinea, «cumulare questi due impegni non mi consentirebbe di svolgere il lavoro con la giusta attenzione e qualità che meritano».
Nel congedarsi, Soranzo rivendica i risultati raggiunti: «Abbiamo radicato il partito in tutto il territorio provinciale, arrivando negli ultimi due anni a raddoppiare gli amministratori e a più che raddoppiare i sindaci».
In realtà, il presidente da tempo non seguiva più direttamente la macchina organizzativa. Durante la campagna per le regionali il partito aveva infatti deciso di sospenderlo dall’incarico (essendo lui candidato), affidando laguida a un commissario: il senatore ferrarese Alberto Balboni.
Una soluzione poi complicata dal terremoto al ministero della Giustizia. Dopo le dimissioni di Andrea Delmastro, Balboni è stato infatti scelto come nuovo sottosegretario. Rendendo di fatto impraticabile la prosecuzione del doppio incarico.
Ora FdI si prepara a una nuova fase: «Domani sarà nominato il nuovo commissario», annuncia il coordinatore veneto Raffaele Speranzon, «poi si avvierà una fase precongressuale, che auspico non troppo lunga, per arrivare a un congresso entro l’anno».
Tra i parlamentari sembra perdere quota l’ipotesi Matteo Gelmetti e appare improbabile anche un ritorno di Ciro Maschio. Circolano i nomi di Bartolomeo Amidei e Marina Marchetto Aliprandi. In città c’è Elisabetta Gardini. In provincia prende corpo il nome di Mauro Fecchio. Anche il coordinatore cittadino Gabriele Zanon ha dato la sua disponibilità. In ogni caso, assicura il senatore veneziano fedelissimo della premier, «sarà una figura capace di unire le varie componenti del partito».
D’altronde la scelta arriva in un momento delicato. Alcuni malumori interni sono emersi con evidenza nelle ultime settimane. La consigliera padovana Elena Cappellini, che aspirava a una candidatura alle comunali di Albignasego, ha affidato ai social una riflessione piuttosto polemica: «Dopo tanti anni di militanza e di impegno, credo di meritare rispetto e di essere presa in considerazione quando il partito prende decisioni per Padova e provincia».
Non solo: la federazione provinciale è anche alle prese con la scelta dei nomi da inserire nel listone di centrodestra per il Consiglio provinciale. Quattro le caselle a disposizione dei Fratelli, di cui almeno una donna. Gli uscenti - Luigi Sabatino e Matteo Cavatton - puntano alla riconferma, ma non è escluso che possano esser fatte scelte differenti.
Tra i nomi che circolano con più insistenza ci sono quelli del consigliere comunale Enrico Turrin (vicino al senatore Luca De Carlo) e del sindaco di Borgo Veneto Michele Sigolotto. Tra le donne, la sindaca di Villa del Conte Antonella Argenti (già candidata alle scorse regionali).
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