Statua di Moro deturpata a Padova, tutti prosciolti
Tre militanti antagonisti erano finiti sotto accusa per i vandalismi all’opera che ricorda lo statista: «Impossibile l’identificazione dei responsabili». L’episodio nella notte del 26 gennaio 2024 in via Altinate

Prosciolti dalle accuse di vilipendio e imbrattamento di beni culturali di proprietà pubblica in relazione all’imbrattamento della statua di Aldo Moro con vernice rossa. Il giudice ha disposto il proscioglimento ritenendo che i soggetti individuati nel corso delle indagini dalla Digos non siano chiaramente distinguibili nei filmati acquisiti agli atti, provenienti sia da telecamere pubbliche sia da un esercizio commerciale della zona, la panetteria “Antico Forno”.
In base a questa valutazione, il giudice ha ritenuto inutile la celebrazione del processo, non sussistendo elementi idonei a sostenere l’accusa in giudizio.
Il provvedimento accoglie quanto richiesto dalla difesa, rappresentata dall’avvocato Jacopo Mulato, che assiste Marco Gargiulo, 31 anni, Beatrice Guglielmi, 25 anni, e Michele Totta, 39 anni, originario di Foggia e residente a Padova, come gli altri due indagati. Il procedimento riguardava fatti avvenuti nella notte del 26 gennaio 2024 in via Altinate, nelle immediate vicinanze del Centro culturale San Gaetano, poco dopo la mezzanotte.
Secondo quanto ricostruito nel corso delle indagini, l’azione vandalica si sarebbe svolta in un arco temporale limitato. Le immagini delle telecamere presenti nella zona documentano l’episodio, mostrando soggetti che dapprima imbrattano i muri del Centro culturale San Gaetano, immobile sottoposto a vincolo di tutela, e successivamente il monumento e la targa dedicati ad Aldo Moro, collocati nelle immediate adiacenze.
L’inchiesta era stata coordinata dal pubblico ministero di Padova Benedetto Roberti e riguardava tre militanti del collettivo proletario comunista Levante, già noto come ex centro sociale occupato Gramigna. Al termine dell’attività investigativa, il danno economico complessivo relativo agli interventi di pulizia e al ripristino dei beni imbrattati era stato stimato in 1.611 euro, importo posto a base delle contestazioni originarie. I poliziotti della Digos erano arrivati ad identificare i tre denunciati ed infatti il giudice ha deciso di proscioglierli dopo aver ascoltato la deposizione proprio di un agente.
Riproduzione riservata © Il Mattino di Padova








