Studente padovano accerchiato e picchiato per strada da sei balordi

PADOVA. L’hanno circondato e aggredito in sei, in mezzo alla strada e senza motivo. Simone Solfato, 20 anni, studente universitario iscritto a Ingegneria, membro del sindacato studentesco Udu e campione di lotta greco-romana, ha tentato di difendersi alla meno peggio. È riuscito a spezzare la spalla ad uno dei suoi aggressori ma, alla fine, gli altri cinque hanno avuto la meglio. «Mi hanno colpito ovunque. Per fortuna sono riuscito a rimanere in piedi. Se cadevo a terra non so come sarebbe finita. Con un pugno mi hanno staccato un dente» racconta provato il giovane all’uscita dall’ospedale.
È successo verso mezzanotte e mezza in via Venezia, davanti all’hotel Galileo. «Mercoledì ho trascorso la serata ai Navigli al Portello» ricorda Simone, che ieri è rimasto ricoverato in pronto soccorso per accertamenti fino alle 17. «Avevo bevuto abbastanza e così ho deciso raggiungere la mia abitazione in via Curiel a piedi. Giunto davanti all’hotel Galileo mi hanno sbarrato la strada tre persone, sembravano nordafricani. Ho provato ad arretrare ma alle mie spalle ce n’erano altre tre: forse rumeni o moldavi. Quello che avevo davanti ha provato ad allungare le mani ma io l’ho immobilizzato e gli ho spezzato la spalla. Subito dopo, però, mi sono venuti addosso in cinque. Pugni ovunque: in faccia, alle costole. Ho cercato di ripararmi e sono riuscito a rimanere in piedi».
Dopo averlo pestato si sono dileguati. Simone Solfato ha telefonato prima al padre (che abita a Rovereto), poi alla polizia. Sul posto è giunta una pattuglia della Squadra volante della questura per i primi accertamenti. Il ventenne è stato trasportato in ospedale e medicato. «Mi hanno ricostruito l’incisivo che era stato scheggiato. Sono tanto arrabbiato. Non è possibile venire aggrediti in questo modo per strada».
Quando alle motivazioni, è ancora buio completo. «Non hanno spiaccicato una parola» dice Simone, «non mi hanno rubato nulla. Non mi hanno fatto capire in alcun modo che si trattasse di un conto in sospeso. Penso addirittura che ci sia stato uno scambio di persona». Lo studente è iscritto all’Udu Studenti Per, sindacato studentesco che opera a Padova. C’è quindi il sospetto che la cosa possa essere maturata in quell’ambito.
«A maggio abbiamo organizzato la festa del nostro sindacato e io ero responsabile della sicurezza. Durante lo svolgimento della manifestazione c’è stato un momento di tensione con della gente che voleva entrare. Non vorrei che quanto successo l’altra notte fosse una coda di quella vicenda». Con Simone, ieri in ospedale, c’erano anche mamma e papà. I genitori sporgeranno denuncia in questura e chiederanno di acquisire i filmati delle telecamere issate su via Venezia, in modo da acquisire un identikit.
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