Supermercati chiusi la domenica, i sindacati: «Parliamone per aiutare chi lavora»
La proposta della Coop piace ai sindacati. Canella (gruppo Alì): «Dovrebbe però coinvolgere tutti»

Chiudere i supermercati la domenica. È la proposta arrivata pochi giorni fa da un gigante della grande distribuzione italiana: l’Ancc-Coop con 2.200 supermercati in tutta la Penisola, 57 mila dipendenti e 9 milioni di clienti a settimana. Non solo un gesto di attenzione ai lavoratori, ma soprattutto un modo per ridurre i costi: il 2025 infatti per la grande distribuzione è stato un anno segnato dal calo dei volumi di vendita e dall’assottigliarsi dei margini.
E per l’anno appena iniziato le previsioni non sono migliori: le previsioni sono una crescita minima dello 0,03%. Con la chiusura dei supermercati nei giorni festivi si otterrebbe un recupero notevole della produttività e dell’efficienza lavorativa, che porterebbe, a fine anno, un recupero di fatturato tra i 2,3 e 2,6 miliardi di euro e si risparmierebbe quel 30% in più che attualmente si deve dare come lavoro straordinario alla domenica.
L’Ancc-Coop, per cercare di superare i contenuti del decreto “Salva Italia” del governo Monti, approvato nel 2011, ha lanciato la sua proposta anche a Federdistribuzione e Adm, le altre associazioni della categoria. La proposta è decisamente rivoluzionare perché, per la prima volta, consentirebbe il riposo domenicale alle migliaia di lavoratrici obbligate al lavoro anche nei festivi.
Il gruppo Alì
Una proposta che però non trova consenso nel nostro territorio: «La vedo dura che i consumatori cambino abitudini ormai consolidate – riflette Gianni Canella, presidente del gruppo Alì, uno dei più radicati e capillari in Veneto ed Emilia – Da anni la domenica è diventata uno dei giorni migliori per fare la spesa: quando si è più tranquilli e liberi dal lavoro. Potrei essere d’accordo a chiudere la domenica solo se chiudessero tutti. Per quanto ci riguarda, ricordo che noi teniamo aperto alla domenica solo il 70% dei negozi e solo alla mattina. Teniamo aperti per tutta la giornata solo quelli più grandi e quelli che si trovano all’interno dei centri commerciali».
I sindacati
Tra i sindacati che hanno già sposato la proposta di Ancc-Coop a livello nazionale c’è anche la Filcams-Cgil: «Siamo favorevoli – osserva Giorgia Marchioro, neosegretaria della Filcams che ha sostituito Marquidas Moccia – È una scelta che va nella direzione di promuovere ritmi di vita più sostenibili, restituendo tempo alla vita personale, familiare e sociale dei lavoratori. La chiusura domenicale rappresenterebbe un passo concreto verso una maggiore umanità del lavoro, contrastando la logica della disponibilità continua e riaffermando il valore del riposo settimanale come diritto. È un’idea che contribuisce a rafforzare la dignità del lavoro, coerentemente con i valori cooperativi e una visione del lavoro che mette al centro la persona e non il profitto. La Filcams di Padova è disponibile ad aprire un confronto per definire modalità e tempi di attuazione condivisi».
Le proposte di legge
Sul fronte, invece, della politica e dei partiti, sempre per quanto riguarda le aperture domenicali, tutto è fermo ad oltre vent’anni fa, quando sia in Regione ai tempi del presidente Giancarlo Galan e del governo Prodi, furono presentate due proposte di legge trasversali per andare in tempi brevi ad una regolamentazione delle aperture domenicali. Ne erano previste in tutto dieci. Poi arrivò il decreto Monti ed ancora oggi c’è solo una deregulation selvaggia. —
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