Tangenti alle Terme, il supertestimone minacciato in municipio

ABANO TERME. Il regno dell’omertà che sembra proteggere il sindaco Luca Claudio si spinge oltre. Ieri mattina in municipio ad Abano Terme si è presentato un anziano parente, il suocero di uno degli arrestati, e ha cercato l’ufficio di Nicola Zanardo, l’impiegato che ha fotografato le carte del bando truccato aiutando la Guardia di Finanza a scoprire il malaffare a palazzo. «Cos’è che sei andato a raccontare tu alla Guardia di Finanza? Ti rendi conto di quello che hai fatto?» ha chiesto conto all’impiegato - che ieri era regolarmente al suo posto - con tono minaccioso. Prima che la situazione degenerasse Zanardo ha chiamato il segretario comunale che ha subito allertato il commissario prefettizio Pasquale Aversa. Quest’ultimo, senza tanto sottilizzare, ha accompagnato l’anziano alla porta, invitandolo ad andarsene. Ce ne vuole di faccia tosta, ma evidentemente non c’è limite alla decenza. Senza le prove raccolte dall’impiegato il cerchio non si sarebbe stretto così velocemente.
Due dimissioni in mattinata. La giornata è iniziata con due botti. Hanno presentato le loro dimissioni da consiglieri comunali, Angelo Montrone, Ritva Irmeli Pitkanen Espro, a cui dovrebbero subentrare in consiglio comunale Samuele Bozza e Igrid Monaco, primi dei non eletti nella lista “Luca Claudio per far rinascere Abano”. I due stanno pensando se accettare l’incarico e per questo sono già eventualmente pronti Giovanni Madonna e Francesca Barbierato. Ieri sera pareva che pure Madonna rinciasse e quindi entrerebbe Alexander Lovicek.
Ecco cosa succede ora. Il consiglio comunale viene sciolto quando si dimettono la metà dei consiglieri più uno. Però devono farlo tutti assieme, visto che già oggi si potrebbe arrivare a surrogare i due consiglieri dimessisi che quindi non farebbero parte della conta (nel senso che si dovrebbero dimettere a loro volta). Se non accadrà, la sospensione di Claudio a sindaco decadrà allo scadere della carcerazione preventiva che per le sue accuse potrà essere al massimo di un anno.
Claudio ricorre al Tar. Il primo cittadino appena entrato in cella non si è fatto prendere dal panico e ha incaricato l’avvocatessa veneziana Mariagrazia Romeo di impugnare di fronte al Tar la sospensione della sua carica a sindaco decisa dal prefetto e di conseguenza la nomina del commissario prefettizio Pasquale Aversa. L’udienza è stata fissata per il 20 luglio. Il sindaco aveva chiesto che nell’attesa fosse congelata l’efficacia del provvedimento che è stata negata.
Giunta nominata dalla cella. Luca Claudio, appena entrato in cella ha scritto una lettera che inizia con «Io sottoscritto nomino la giunta ...» e l’ha spedita in Comune, via posta (si trova nel cassetto del commissario e lì rimarrà, per ora catalogata a carta straccia). Arriva il 27 giugno in municipio. Ma per l’avvocato Romeo conta quando è stata spedita, ossia il 23, quando Claudio è stato già arrestato, ma non ancora dichiarato decaduto dal prefetto. Accade il giorno dopo. Insomma un sindaco guerriero, incollato alla sedia che vuole amministrare dal Due Palazzi. Ecco i componenti della giunta che Claudio vuole: Sabrina Moretto, vicesindaco con delega a bilancio e programmazione; Claudio Benatelli assessore al termalismo; Marco Belcaro ai lavori pubblici, manutenzioni e arredo urbano; Luca Bordin, assessore a sicurezza e sport; Pitkanen Espro (dimessasi ieri) al sociale.
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