Telecamere nel bar Sono fuorilegge: via al sequestro
Trebaseleghe
Telecamere installate nel luogo di lavoro? Sì, solo se c’è un preventivo accordo con i sindacati oppure l'autorizzazione della Direzione Territoriale del Lavoro, organo decentrato del Ministero del Lavoro, e sempre dopo aver informato i lavoratori stessi della ditta interessata.
Ma né l’una né l’altra ipotesi si è verificata per quanto riguarda un bar del centro commerciale Emisfero di Trebaseleghe. E così al termine di un doppio controllo da parte dell’Ispettorato del Lavoro, che aveva segnalato “l’anomalia” al titolare, è stata la magistratura a provvedere con il sequestro delle due telecamere piazzate dentro il bar “Vin Santo”. Sequestro (preventivo) firmato dal gip di Padova su richiesta del pubblico ministero Marco Brusegan.
Un passo indietro. È il maggio scorso e probabilmente dietro la soffiata di qualcuno l’Ispettorato del lavoro svolge un controllo nel locale gestito da un 54enne italiano. E nota le due telecamere. La legge consente la loro installazione ma solo alle condizioni precedentemente indicate. E solo se le telecamere sono funzionali a garantire la sicurezza oppure se viene svolta una particolare attività di valore come è il caso di laboratori dove si lavorano pietre preziose o gioielli. Le telecamere, infatti, non possono avere lo scopo di verificare la prestazione lavorativa dei dipendenti controllando se questi lavorano e come lo fanno. Il titolarte viene invitato a mettersi in regola: o c’è un accordo sindacale oppure il via libera della Direzione Territoriale del Lavoro per comprovate esigenze. Passano i mesi e nulla succede. Così lo scorso ottobre nuovo controllo dell’Ispettorato: nulla è cambiato e le telecamere sono ancora là. A questo punto scatta la segnalazione in procura che si attiva per il sequestro preventivo dei due impianti. Sequestro che viene effettuato sabato 20 novembre scorso. —
Cri.Gen.
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