Torreglia, protesta contro il nuovo magazzino Luxardo: timori per ambiente e traffico

La consigliera Centrella ha chiesto di sospendere il procedimento. «No al nuovo magazzino della Luxardo». Il comitato di cittadini contro lo stabilimento da 3 mila metri della storica azienda

Elena Livieri
Ditta Luxardo
Ditta Luxardo

Là dove c’era l’erba ora c’è una città”: viene in mente la canzone anti-cemento del “molleggiato” nazionale ad ascoltare i timori che sta scatenando il progetto che la ditta Luxardo ha presentato al Comune di Torreglia: là dove oggi c’è il bel giardino piantumato con 500 alberi di marasche - ingrediente di uno dei prodotti top dell’azienda - c’è l’intenzione di costruire un nuovo magazzino di 3.202 metri quadrati di superficie coperta alto fra i 5 e i 7 metri e con un piano seminterrato.

Luxardo

Luxardo è tra le più antiche distillerie europee produttrici di liquori e distillati e a Torreglia si è insediata nel 1947, trasferitasi da Zara - dove era stata fondata nel 1821 da Gerolamo Luxardo - a causa delle conseguenze della Seconda Guerra Mondiale. E l’impatto positivo sulla cittadina ai piedi dei Colli Euganei è andato amplificandosi negli anni, con una produzione di qualità che ha fatto guadagnare all’azienda il marchio di Eccellenza, i posti di lavoro creati, il Museo che custodisce storia e memorie di una famiglia e di un territorio.

Ma oggi sembra proprio che sia questo legame a soffrire: le legittime aspirazioni dell’impresa per ingrandirsi e migliorarsi da una parte, e i timori di un danno ambientale e paesaggistico dall’altra. Contro la realizzazione del capannone è nato un comitato spontaneo di cittadini, preoccupati dell’impatto della colata di cemento su un terreno già a rischio idrogeologico, per di più vincolato e inserito nel perimetro del Parco dei Colli Euganei. Tra la Luxardo e i cittadini si muove la politica: la Giunta comunale che - dovendo procedere con una variante al Piano degli Interventi - ha già deliberato sulla proposta di realizzazione della nuova struttura, rimandando alla Conferenza dei servizi la definizione delle prerogative a cui dovrà attenersi il progetto, per approdare al voto definitivo del Consiglio comunale.

Il nodo in Consiglio Comunale 

Dai banchi dell’opposizione è la voce di Maria Centrella, unica rappresentante della lista “Torreglia Riparte”, a sollevarsi: «Ho chiesto la sospensione del procedimento» sottolinea la consigliera, «perché nella documentazione finora prodotta da Giunta e Conferenza dei servizi mancano alcuni passaggi fondamentali. Su due mappali emerge il vincolo paesaggistico posto dal Ministero nel 1976 non inserito nella documentazione sottoposta alla Soprintendenza. Inoltre viene invocato in maniera impropria l’articolo 8 del Dpr 160/2010 che consente l’ampliamento delle strutture produttive esistenti laddove non siano previste o siano insufficienti zone destinate alle attività produttive. A tre chilometri dallo stabilimento della Luxardo c’è la zona industriale dove può essere realizzato il magazzino».

Il capannone verrebbe costruito nella porzione di terreno fra le vie Zara - a senso unico - e Mirabello (questa già classificata “via storica”, ndr). I timori e la mobilitazione della consigliera hanno stimolato l’interesse di alcuni cittadini che - analizzato il progetto - ne hanno condiviso la preoccupazione tanto da unirsi in comitato. «Non abbiamo nulla contro la Luxardo» la premessa del portavoce Giovanni Signor, «questo deve essere chiaro, così come deve essere chiaro che non poniamo la questione in termini politici. Siamo preoccupati per un progetto che pone una seria ipoteca sul futuro di questo territorio. Già oggi i camion che arrivano la sera rimangono parcheggiati lungo via Zara, sotto le abitazioni, tutta la notte e alcuni sono camion frigo che lasciano il motore acceso.

12 mila ettari di terreno

Traffico, rumore e smog già sono un problema» appunta Signor, «un nuovo magazzino non può che peggiorare la situazione in una zona prettamente residenziale. Inoltre siamo in un’area fragile dal punto di vista idrogeologico: a monte dello stabilimento scorre il Rio Calcina, quando piove in abbondanza si allagano già strade e marciapiedi. Cosa succederà quando sarà impermeabilizzata una ulteriore porzione di terreno di 12 mila metri quadrati per magazzino, parcheggi e area manovra?».

Sul punto - va detto - è intervenuta la prescrizione che in sede di Conferenza dei servizi ha imposto il Consorzio Bacchiglione, ovvero la realizzazione da parte di Luxardo di un bacino di raccolta delle acque meteoriche. Ma il timore è che non sia sufficiente.

Il comitato si è già mobilitato con un sit in fuori del municipio in occasione dell’ultimo consiglio comunale lo scorso dicembre e ora si prepara a partecipare alla manifestazione dell’8 febbraio con il comitato di Monselice Lasciateci Respirare che denuncia i rischi legati a un intervento urbanistico a Monselice e uno a battaglia Terme.

Da parte sua il sindaco di Torreglia Marco Rigato, accusato da Cetrella e comitato di non aver informato la cittadinanza su un progetto tanto impattante, precisa: «Trovo quanto meno curioso che mi si accusi di non aver coinvolto la cittadinanza: da me non si è mai presentato nessuno a chiedere informazioni sul progetto Luxardo. Progetto che, tra l’altro, non è ancora depositato. Di approvato e definitivo non c’è nulla» sottolinea Rigato, «e l’iter autorizzativo seguirà necessariamente tutti i passaggi normativi previsti.

La richiesta di Luxardo sarà bilanciata con la necessità di tutela del territorio, su questo teniamo le antenne ben alte. Posso soltanto ribadire la mia disponibilità al confronto: la mia porta è sempre aperta ai cittadini».

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