Stop ai tram, passeggeri a Padova costretti sotto il sole. E spunta lo steward

Caos in stazione, fino al 16 agosto seicento metri a piedi per raggiungere le fermate dove salire a bordo dei mezzi sostitutivi. Utenti sotto il sole trascinano borse e valigie. E l’ad Trotta vara i facilitatori

Felice Paduano
Un passeggero trascina il suo trolley per raggiungere la fermata dei bus sostitutivi
Un passeggero trascina il suo trolley per raggiungere la fermata dei bus sostitutivi

Da lunedì 13 luglio BusItalia Veneto (guidata dal nuovo ad Marco Trotta) per venire incontro alle esigenze dei passeggeri che non possono più utilizzare le due fermate in Stazione del tram – sostituito fino al prossimo 16 agosto dai bus doppi per permettere i lavori lungo la linea che dureranno fino al prossimo 16 agosto – ha istituito la figura dello steward. 

La finalità è indicare ai passeggeri il percorso da fare a piedi per raggiungere la nuova fermata sia in direzione Arcella-Pontevigodarzere, situata tra via Codalunga e i piedi del cavalcaferrovia Borgomagno, e sia quella, in direzione centro, verso Prato della Valle e la Guizza, che si trova davanti al cancello del liceo Marchesi, dove già si fermano anche i bus delle linee 13 (proveniente da Altichiero), 22 (da Torre) e 24 (da San Carlo).

La situazione attuale

Come accaduto già domenica scorsa, anche ieri migliaia le persone, spesso famiglie intere, che sotto il sole rovente e con trolley alla mano hanno dovuto affrontare i circa 600 metri per raggiungere la fermata davanti al liceo classico o i 400 metri dell’altra fermata davanti all’ex Banco di Brescia.

«Nonostante i tanti avvisi pubblici che l’azienda ha installato nella zona della stazione sia in italiano che in inglese, sono numerosi gli utenti ad attendere il bus al posto del tram che non passerà mai fino al 16 agosto», osserva un autista steward d’esperienza, originario della Romania, che ha lavorato anche alla Ratb, la società dei tram di Bucarest, «anch’io capisco che è una bella camminata andare, con i bagagli in mano, dalla stazione alle due nuove fermate. Purtroppo non c’è alternativa».

E poi c’è anche il problema che sono ancora tanti i passeggeri a recarsi negli spazi ai piedi del cavalcaferrovia Borgomagno, davanti a Palazzo Sarpi, dove nelle settimane passate, quando è stato interrotto una prima volta il passaggio nell’area della stazione, era stata istituita una fermata temporanea.

Fermata che, però, provocava problemi al traffico di auto, moto e delle biciclette. Il bus ci passa davanti; l’autista vede le persone in attesa ma non si può fermare e caricare a bordo i passeggeri in attesa.

Mazzi affollati

Come già domenica scorsa, quando i bus sono transitati ogni 20 minuti mentre nei feriali passano ogni 9 minuti, anche per quasi tutta la giornata di lunedì i bus, con tanti autosnodati nuovi messi su strada, hanno viaggiato affollati, pur non strapieni perché tanti padovani sono partiti per le vacanze oppure chi può resta in casa e non si avventura sotto al sole africano, che, eri, ha raggiunto i 34 gradi.

«L’azienda sta facendo di tutto per venire incontro ai bisogni di chi è rimasto in città, ad esempio i tanti extracomunitari, grandi utilizzatori dei mezzi pubblici», sottolinea Sandro Lollo, autista e sindacalista di Fit-Cisl, «ad esempio per trasportare più persone, sono stati messi in strada, insieme ai bus autosnodati del servizio urbano, anche tante corriere extraurbane in grado di trasportare un numero maggiore di passeggeri perché dotati di più sedute e di un impianto di climatizzazione efficiente».

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