Ucciso a colpi di pistola il barista della stazione di Padova

CANARO. Due colpi d’arma da fuoco, uno al fianco, l’altro alla testa: così è stato ucciso Antonio Piombo, 60 anni, single, per 3 decenni barista dei due locali (sono della stessa proprietà) in stazione ferroviaria a Padova.
IL LUOGO DEL DELITTO Dopo l’esecuzione il suo corpo è stato trascinato verso l’acqua del Po, lungo l’argine di Garofalo a Canaro (Rovigo). L’uomo abitava a Lama Polesine, frazione di Ceregnano sempre nel Rodigino (si era trasferito qui nel 1987 da Fonte, nel Trevigiano) e ogni giorno raggiungeva Padova per lavorare. Il ricordo unanime è la sua gentilezza e cordialità verso i centinaia di pendolari che serviva ogni giorno dal bancone del bar della stazione.
LE INDAGINI Piombo è la vittima dell’omicidio che venerdì sera ha scosso le comunità di Canaro e Polesella e su cui sono in corso le indagini dei carabinieri, comandante dal comandante provinciale Stefano Baldini e dalla comandante della Compagnia di Castelmassa Federica De Leonardis, nonché dal magistrato Fabrizio Suriano, che in questi giorni sta coordinando le indagini anche per l’omicidio di Este, in cui è morta Liliana Armellini.

IL RITROVAMENTO Il corpo del cameriere della stazione è stato trovato nell’area golenale venerdì pomeriggio da alcuni pescatori: con sé non aveva né cellulare né documenti, nulla che potesse indicare la sua identità. Dopo tante difficoltà per dare un nome alla vittima, i militari stanno ora cercando di far luce sull’accaduto. A tal proposito, nella tarda serata di venerdì, è stato diramato un avviso di ricerca per una Fiat Punto, l’auto di Piombo, sparita dal luogo del delitto: la vettura è stata ritrovata ieri sera a Guarda Veneta, sempre nel Rodigino, a una quindicina di chilometri dal luogo del ritrovamento del cadavere. Sono spariti anche i suoi documenti e i suoi effetti personali.
LA RICOSTRUZIONE Da una prima ricostruzione, comunque, l’assassino, dopo aver sparato a Piombo, gli avrebbe sottratto il cellulare e ogni altro effetto personale, fuggendo poi con la sua auto. Uno scenario che potrebbe far pensare a una rapina finita tragicamente; non è esclusa neppure l’ipotesi della messinscena da parte dell’assassino. Gli inquirenti stanno valutando dunque ogni pista senza tralasciare nulla.
L'ARMA L’arma usata per l’omicidio è una pistola semi-automatica di calibro 7,65, un’arma molto diffusa e comunemente usata per autodifesa, piccola e maneggevole. I militari hanno setacciato l’intera zona alla ricerca della pistola, ancora senza risultati.
IL LAVORO Piombo non aveva precedenti, viveva con il fratello a Lama Polesine e lavorava come barista in due locali della stazione di Padova. Sentiti dai militari, i suoi colleghi di lavoro lo ricordano come una persona molto metodica, che appena finiva di lavorare andava a casa senza trattenersi troppo in compagnia di altre persone.
IL FRATELLO Il fratello Agostino, che viveva con lui, sentito dai carabinieri, ha ricordato di averlo visto l’ultima volta giovedì e che, inizialmente, non si era preoccupato per l’assenza. Piombo era ben voluto da tutti, molto stimato.
L'ARGINE DEL PO Il delitto è avvenuto nella zona golenale, che di notte diventa punto di ritrovo per scambisti, coppiette che vogliono appartarsi e incontri gay. Nella zona c’è anche una torretta per il birdwatching, ma nessuno degli appassionati sembrava essere presente al momento dell’omicidio, avvenuto oltre 24 ore prima del ritrovamento del corpo. Nella zona golenale che costeggia la strada, sono state trovate copiose tracce di sangue nonché i due bossoli dei proiettili che hanno colpito Piombo. Accanto alla pozza di sangue che ha intriso la sabbia dell’argine, alcuni segni di trascinamento, che fanno pensare che l’assassino, una volta uccisa la sua vittima, abbia cercato di sbarazzarsi del corpo gettandolo nell’acqua del Po. Tentativo non riuscito: forse il killer è stato interrotto dall’arrivo di qualcuno e il corpo di Piombo è rimasto riverso sull’argine fino al suo ritrovamento, avvenuto circa un giorno dopo l’omicidio. L’autopsia non è ancora stata fissata, ma avverrà presumibilmente domani o nei giorni subito successivi. La speranza è che il corpo di Antonio Piombo possa dare qualche risposta ai tanti punti interrogativi rimasti.
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