Ulivieri applaude «Vescovo comunista Padova è fortunata»

di Matteo Bernardini
«Spero che monsignor Mattiazzo non si offenda, ma penso che per Padova avere un vescovo comunista sia una fortuna». Così Renzo Ulivieri, presidente dell'Associazione italiana allenatori calcio. Nella sua lunga carriera è stato anche il tecnico del Padova: nel 2004 in serie C1 arriva a stagione in corso (chiude 7°) e guida i biancoscudati nel successivo campionato (6° posto).
Ulivieri, toscano doc, è abituato a ragionare a voce alta. Anche sulle affermazioni di monsignor Mattiazzo dopo il trasferimento di Ancelotti al Paris St Germain: «Un allenatore che in Francia prende 500 mila euro (al mese, ndr)sono un’ingiustizia sociale». Niente di stonato, secondo Ulivieri.
Anzi, il mister (nato a San Miniato il 2 febbraio 1941) commenta: «Quella di Mattiazzo, oltre che una riflessione dal carattere universale, mi sembra una visione di sinistra. Anzi, direi comunista. Ecco, mi sembra di leggere così le sue parole. Rappresentano un richiamo non tanto all’ambiente calcistico, quanto all’intera umanità».
E il tecnico succeduto ad Azeglio Vicini al vertice dell’Aiac aggiunge: «Non è giusto che ci siano bambini che muoiono di fame e quindi tanta disparità. A qualsiasi livello, non solo nel mondo del calcio».
Ulivieri non ha mai nascosto le sue idee politiche. Iscritto regolarmente al Pci negli anni Sessanta, non si è limitato alla militanza. E’ anche stato consigliere comunale e assessore. Una volta sciolto il partito di Berlinguer, ha sostenuto prima i Ds quindi il Pd. Nel marzo 2010 è divenuto coordinatore di Sinistra ecologia e libertà nel comune di San Miniato. E proprio per le sue idee di sinistra, Ulivieri si è scontrato spesso verbalmente con gli ultras dello stadio Euganeo, tifoseria da sempre legata all’estrema destra.
«Credo il vescovo Mattiazzo, scegliendo quelle parole durante la sua omelia – precisa Ulivieri – abbia voluto sottolineare come le ricchezze del mondo debbano essere divise in modo equo, e non appannaggio di una ristrettissima minoranza. Da questo punto di vista il suo è un messaggio dall’ampio respiro universale. Ed è proprio questa l’idea che la Chiesa dovrebbe rappresentare. Un’ideale comunista».
Quindi l’allenatore (che ha sempre sostenuto come avere delle opinioni, anche nel mondo del calcio, sia necessario e doveroso) conclude così: «Determinati messaggi come quello lanciato dal vescovo di Padova dovrebbero diventare parte non solo della Chiesa, ma di tutta la nostra società occidentale. Dobbiamo capire e renderci conto dei problemi reali. Indipendentemente dall’ambiente da cui proveniamo. Ripeto, penso che avere un vescovo comunista sia una fortuna per Padova».
Oltre agli idoli calcistici, il vescovo di Padova non ha mancato di lanciare un’altra stilettata anche ai giornalisti: «Perché non dite mai che la crisi è morale, è dentro alle persone?».
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