Un flop l’asta della «Biennale Trieste» di Sgarbi
TRIESTE
La crisi investe anche l’arte. Nonostante la folla di partecipanti e visitatori, la battuta d’asta di opere della mostra triestina curata da Vittorio Sgarbi per la sua «Biennale diffusa», organizzata al Magazzino 26 in occasione della chiusura della kermesse, è andata praticamente deserta.
Nonostante la folla presente, delle 63 opere battute soltanto 6 sono state vendute; sono le realizzazioni meno costose e di autori meno noti. L’opera aggiudicata al costo più alto è quella di un artista italiano venduta a mille euro. Nessuna offerta nemmeno per le opere di affermati artisti, come Nane Zavagno e la sua gigantesca realizzazione che partiva da una base di 60 mila euro, nè quella più cara in assoluto, il «murale» di Rossana Longo con base 80 mila euro.
La «Biennale diffusa» di Trieste ha chiuso ieri sera con un successo di pubblico: 40 mila persone. Al Magazzino 26 il curatore della manifestazione, Vittorio Sgarbi, curatore a Venezia del Padiglione Italia per la Biennale d’arte 2011, ne decretato la chiusura con una singolare iniziativa: il falò di un’opera, «Patatrac» di Giordano Floreancig.
Secondo il programma, il colorato «Patatrac» avrebbe dovuto essere portato all’aperto in mattinata per prepararne la «fine» ma è rimasto invece chiuso in un locale, le cui chiavi sono state rintracciate solo molto più tardi.
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