Urban innovation, trionfa il team Mode

PADOVA. Una soluzione che punta alla difficile quadratura del cerchio tra e-commerce digitale e commercio di prossimità ha vinto la prima edizione di “Urban Innovation”, il concorso di idee promosso da Fondazione Ingegneri Padova, Consorzio Zip, Fondazione Fenice, La Salle International Campus, Fondazione Comunica e Talent Garden Padova. Negli spazi del “Tag” è andata in scena ancora una volta l’innovazione che guarda alla città, ai suoi servizi ma pure alla Fabbrica 4.0 ed all’integrazione tra territorio e nuove tecnologie digitali.
Una giuria di rappresentanti di primo piano dei principali operatori economici, dell’università e del trasferimento tecnologico ha selezionato, tra le varie candidature, gli 11 progetti che ieri sono stati sviluppati dai loro ideatori e dai tutor dell’Ordine degli Ingegneri di Padova che li hanno affiancati per l’intera giornata. Ed è stato Mode, del team composto da Matteo Drago, Luca Bianco, Luca Potti a vincere un periodo di incubazione nello spazio di coworking del “Tag”, un percorso di formazione e una quota annuale di iscrizione gratuita all’Ordine degli Ingegneri di Padova.
«Abbiamo ragionato a lungo sul problema dei tanti commercianti dei centri urbani che vedono sempre più spesso clienti provare i prodotti in negozio per poi acquistarli sugli e-commerce internazionali a prezzi ribassati» ha detto Bianco. «Il nostro sistema, che offre un gestionale per il commercio elettronico alle imprese associandolo a sensori di prossimità che permetteranno ai negozianti di attirare clienti con offerte mirate e precise, può aiutare di certo a risolvere questo problema. Tra pochissimo offriremo ai primi 100 esercizi il nostro software a titolo gratuito, testeremo i risultati e affronteremo il mercato forti di un periodo di prova che crediamo darà grandi soddisfazioni».
I progetti elaborati hanno affrontato molte delle esigenze che cittadini ed imprese vivono sulla propria pelle. C’è chi ha guardato alle disabilità, chi alle nuove tecnologie dei droni, chi invece ha puntato su “internet delle cose” per la gestione dei processi di produzione aziendale e per le pubbliche amministrazioni e la gestione urbana, chi ha lanciato nuovi sistemi di efficentamento energetico grazie al web e chi ha proposto un percorso di rigenerazione delle zone industriali dismesse grazie alla coltivazione della canapa.
A valutare i progetti, una giuria composta da composta da Massimo Coccato e Marco Favaretti, rispettivamente vicepresidente dell’Ordine degli Ingegneri e presidente della Fondazione Ingegneri di Padova, Edoardo Narne docente dell’Università degli Studi di Padova, Stefano Bressan, direttore Consorzio Zip Padova, Fernando Zilio, presidente Camera di Commercio di Padova, Emiliano Fabris, direttore Parco Scientifico e Tecnologico Galileo, Sileno Rampado, direttore La Salle International Campus, Roberto Gasparetto, direttore AcegasApsAmga, Gianni Potti, presidente della Fondazione Comunica e Andrea Grigoletto, direttore della Fondazione Fenice.
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