Valcalaona di Baone, nuovo fallimento: le antiche terme nel degrado

Il Comune revoca alla veneziana Fontebio la gestione del sito affidata nel 2018, la società doveva ristrutturare gli ex alberghi, avviare un punto-bike e laboratori
Le terme di Valcalaona oggi
Le terme di Valcalaona oggi

BAONE. I sogni di rilancio della Valcalaona si infrangono contro l’ennesimo fallimento: il nuovo capitolo nero è scritto dalla Fontebio srls, società di Fossalta di Portogruaro a cui il Comune di Baone ha revocato la gestione di uno dei più importanti siti dei Colli Euganei.

In due anni, la società veneziana – che qui doveva rimettere in sesto il vecchio sito – non ha mosso una paglia, lasciando la Valcalaona all’ormai cronico degrado.  La Valcalaona è uno dei primi laboratori “artigianali” degli Euganei.

Tazze, vasi e orci di7 mila anni fa raccontano ancora la storia di questo luogo straordinario, che si trova tra Baone, Lozzo Atestino ed Este. Il vero tesoro della Valcalaona si conferma dal Basso Medioevo: la valle diventa uno dei principali centri termali di tutta l’area.

La prima attestazione di un bagno vero e proprio è del 1682. Nel giro di un secolo e mezzo - anche per rimediare ad alcuni seri problemi igienici - qui nascono bagni e strutture ricettive: alla vasca comune si aggiungono vaschette in marmo di Sant’Ambrogio di Verona e si attiva anche un servizio di pubblico trasporto da Este.

I primi anni del Novecento segnano il periodo d’oro del sito: nel 1911 le strutture alberghiere crescono e viene realizzato anche un oratorio. Con la Grande Guerra, le terme diventano ospedale per gli sfollati di Caporetto. Nel 1921 lo stabilimento viene definitivamente chiuso.

Per anni le vasche termali saranno comunque utilizzate in libertà. È l’inizio del degrado. la svolta: serre e sito produttivo La trasformazione del sito in attività produttiva, un ventennio fa, pareva essere la soluzione. La Cooperativa Valcalaona realizza qui 11.500 metri quadrati di serre sui tre ettari concessi dal Comune.

Il fallimento della cooperativa nel 2013 non ha fatto altro che aggiungere degrado al degrado. Nel 2018 il Comune firma una nuova convenzione con la veneziana Fontebio: terra, serre, vasche, ex alberghi e pertinenze vengono affidati per 30 anni alla società al costo di 2.200 euro annui d’affitto.

Il Comune si impegna anche a costituire un raggruppamento d’impresa con Fontebio per gestire la risorsa geotermica su concessione della Regione.  Nonostante qualche perplessità sulle capacità economiche della Fontebio (capitale sociale di 1. 000 euro), la società promette di ripulire e bonificare l’area entro il 30 giugno 2019, assicurando anche l’installazione di una recinzione e di videosorveglianza e la messa a regime degli impianti elettrici.

Entro il 30 dicembre 2019 altri due impegni onerosi: la ristrutturazione degli ex alberghi e l’allestimento di un punto-bike. Infine, al 30 giugno 2020, l’avvio di laboratori didattici.

Niente di tutto questo viene realizzato. Lo conferma il sopralluogo della Polizia locale dello scorso 8 luglio: degrado era e degrado resta.

Le stesse vasche termali, oggi, sono sommerse da erbacce e rifiuti. La nuova amministrazione di Francesco Corso azzera le scelte del precedessore Luciano Zampieri. Il 13 luglio si vota la revoca della convenzione in consiglio comunale, quindi il 30 scadono i termini per l’impugnazione dell’atto, che dunque diventa esecutivo. L’area ritorna in possesso del Comune.

«Si apre ora una nuova fase» commenta Corso «in cui però il Comune non può essere l’unico attore. Il valore di quest’area impongono che si crei un percorso con il Parco Colli e con tutti i Comuni limitrofi». Quale futuro per questo tesoro così bistrattato?

«Il 20% dei terreni di Baone sono votati all’agricoltura-bio: questa potrebbe essere una strada da percorrere», sottolinea Marco Romito, assessore con delega al recupero della Valcalaona. «Agricoltura, natura, turismo e perché no, anche l’antica vocazione termale: dovremmo davvero individuare un percorso a step per sfruttare tutte le peculiarità di questo sito», chiude il sindaco. –

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