Vecchiato e marito a processo per Rabarama

Si è aperto ieri con l’udienza filtro il processo che vede imputati Cinzia Vecchiato, erede del fratello Dante della Vecchiato Art Galleries, e il marito Roberto Canova, accusati di concorso nel...

Si è aperto ieri con l’udienza filtro il processo che vede imputati Cinzia Vecchiato, erede del fratello Dante della

Vecchiato Art Galleries, e il marito Roberto Canova, accusati di concorso nel reato di appropriazione indebita continuata e aggravata. Per la pubblica accusa, rappresentata dal pm Sergio Dini avrebbero sottratto all’artista Rabarama (nella foto) 3.378.000 euro prodotti dalla sua attività artistica e commerciale, prelevati nei conti correnti dell'artista che erano stati rimpinguati anche da mutui e finanziamenti concessi con facilità da istituti di credito di fronte alla sua crescente notorietà nel mercato dell'arte. Nel processo di ieri si sono dibattute alcune questioni preliminari e quindi è stato rinviato al prossimo 4 aprile. I due imputati sono difesi dall’avvocato Matteo Conz, Rabarama è tutelata dal legale Ernesto De Toni. La vicenda va inquadrata con la figura di Dante Vecchiato, inventore e geniale anima della galleria e compagno di vita di Rabarama. L’uomo si era spento il 22 dicembre 2010 a soli 54 anni per una malattia. Fu lui a scoprire l'artista e a lanciarla nel mercato internazionale. Con la morte del fondatore, la galleria passa in eredità alla sorella Cinzia che, ben presto, entra in conflitto con l'artista in forza di un contratto di esclusiva.

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