Verzotto e Quattrina a confronto ieri in aula per il docufilm sull’eccidio di Santa Giustina

Si è tenuta ieri mattina l'udienza preliminare che riguarda la denuncia dell'avvocato Luigi Verzotto nei confronti del regista Mauro Vittorio Quattrina (nella foto), "reo" di aver prodotto un documentario sull'uccisione delle 24 persone a Santa Giustina in Colle da parte dei nazisti al termine dell'ultima guerra mondiale . "La Memoria di Giano", questo il titolo del docufilm, viene ritenuto da Luigi Verzotto diffamatorio nei confronti del fratello, il capo partigiano Graziano Verzotto, perchè, sempre secondo il familiare, lo avrebbe dipinto come un traditore e, soprattutto, come responsabile dell'eccidio di Santa Giustina in Colle.
La storia narra che il 27 aprile 1945 i nazisti, per rappresaglia, trucidarono sul sagrato della chiesa 24 cittadini di Santa Giustina fra cui il parroco e il giovane cappellano del paese.
A dividere Luigi Verzotto e Mauro Quattrina sono le cause che scatenarono la rappresaglia. «Come capita spesso», ha detto ieri al termine dell'udienza Luigi Verzotto, «la giudice si è riservata di decidere. La mia impressione è che per ragioni di tempo non avesse esaminato tutte le carte. Evidentemente studierà tutte le posizioni e solo dopo si pronunzierà per l'archiviazione o per il rinvio a giudizio del regista. Non è possibile prevedere quando».
Ieri hanno parlato gli avvocati di Verzotto e di Quattrina e le loro dichiarazioni saranno valutate dal gip. «Capita spessissimo che il giudice si riservi, soprattutto quando i casi sono di una certa complessità. Mi auguro che il processo ci sia ma non si può essere sicuri di nulla», è il commento di Verzotto. (g.a.)
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