Via Dante chiusa, protestano gli esercenti: «Stanno facendo morire le nostre attività»
I titolari delle attività in area Carmine sono esasperati da mesi di chiusura. La diminuzione di passaggio e clientela a seconda dell’attività da mesi per negozio oscilla tra il 20 e il 70 percento

«Se continua così, in molti dovremo dire addio alle nostre attività». Questo il coro unanime degli oltre 12 esercenti dell’area del Carmine che da mesi sono esasperati dalla chiusura di via Dante e dai cantieri del tram, che da un anno mettono in difficoltà il commercio. In area Carmine esistono tante realtà eterogenee che sono in estrema sofferenza per colpa della chiusura di tratti viari che da sempre, hanno rappresentato una “boccata” d’ossigeno.
«Non si ferma più nessuno: chiusura di via Dante, realizzazione della pista ciclabile, paletti di delimitazione della stessa e due stalli occupati da anni da un cantiere, stanno facendo morire le nostre attività. Al momento non abbiamo nessuna notizia, non sappiamo se la via riaprirà e sarà quindi fruibile dalle automobili o se invece, come si è sentito dire negli ultimi tempi, possa essere interamente pedonalizzata. Intanto qui si va in affanno e si ricorre a soluzioni drastiche» spiega Ermanno Sguoto, titolare della Pasticceria Wiennese in piazza Petrarca, che a causa dell’importante calo di clientela ha dovuto licenziare due persone e pensa a una chiusura totale nei tre mesi estivi del 2027. La diminuzione di passaggio e clientela a seconda dell’attività da mesi per negozio oscilla tra il 20 e il 70 percento.
«Siamo in grossa difficoltà, il sistema stradale che al momento permette di raggiungere la nostra area e la farmacia, fa acqua da tutte le parti. Prima dei lavori e della chiusura lavoravamo molto la mattina, adesso non si vede nessuno. Siamo molto preoccupati, abbiamo registrato un calo del 20 percento. Speriamo che tecnici e assessori prendano seriamente in considerazione i nostri problemi e ci spieghino cosa intendono fare» sottolinea Giovanni Petterne della Farmacia Ai Carmini, che aggiunge «se andrà avanti così, dovremo rivedere gli orari, la mattina è fiacca, non si ferma nessuno, non ci sono posteggi e comunque ora è scomodo arrivare da noi».
Le istanze
Modifiche alla viabilità, riapertura di via Dante e la riprogettazione dell’area, queste le richieste: «Ci avevano promesso che durante i lavori nella vicina piazza Mazzini, avrebbero pensato anche a noi. Certo assessori e tecnici sono venuti, ma alla fine non è cambiato niente» chiarisce Alessia Nascimben del Bar 10, che ha visto precipitare del 20 – 30 percento le presenze durante le colazioni «la preoccupazione è elevata, c’è in ballo il lavoro di tanti esercenti, il futuro di molti dipendenti e la possibile “morte” di una zona di Padova che è da cartolina per bellezza e storia».
Identica situazione per Antonia Bettin titolare dell’osteria Al Traguardo: «Bisogna riprogettare lo spiazzo, la rotazione delle soste ed eliminare situazioni che generano difficoltà. Da due anni abbiamo due stalli bloccati da un cantiere e molti fornitori non sanno non solo come raggiungerci ma hanno anche serie difficoltà nel trovare un parcheggio».
«Oltre alla diminuzione di passaggio ci ritroviamo con fornitori che non vogliono venire in città perché perdono troppo tempo e non sanno dove fermarsi» evidenzia Roberto Dalan titolare della Fioreria al Carmine.
Una situazione complessa, sulla quale il sindaco Sergio Giordani si era espresso, chiedendosi cosa fare con via Dante: la pedonalizzazione è stata più volte paventata e qualche contatto con residenti ed esercenti c’era stato per capire il da farsi.
«Mancano programmazione e dialogo. Siamo davanti a mancanza di concretezza e affidabilità e a pagare sono i negozianti» tuona Massimiliano Pellizzari dell’Associazione commercianti del centro.
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