Viabilità a Padova, dall’Arco di Giano alla 308: la mappa delle opere in programma

Il deficit infrastrutturale di Padova supera ampiamente il miliardo di euro di costi. Si interviene con soluzioni tampone, ma le amministrazioni protestano

Claudio Malfitano
Traffico lungo la statale del Santo di Padova
Traffico lungo la statale del Santo di Padova

A leggerlo con gli occhi di un automobilista non può esistere un ordine di priorità: non c’è un’opera che non sia utile per chi perde ore della propria vita incolonnato in macchina. Ma la programmazione di spesa richiede alla politica di fare delle scelte.

E, nonostante i dossier degli esperti, non è per nulla semplice.

Il Grande raccordo anulare che non si farà più e l’area ovest che si intasa con il tram, l’accesso alla città sempre più arduo sia da nord che da sud, l’Arco di Giano senza il quale non funzionerà il nuovo ospedale a Padova Est; la 308 che dovrebbe assicurare il collegamento con la Pedemontana che va portata a due corsie: il deficit infrastrutturale di Padova supera ampiamente il miliardo di euro di costi.

Ecco una panoramica dei principali interventi che sarebbero necessari per regolare la viabilità.

L’alternativa al Gra

È sfumata l’idea dei primi anni 2000 di un Grande raccordo anulare, cioè una strada collettrice a ovest della città che da curva Boston potesse deviare il traffico fino a un nuovo casello sull’A4 localizzato a Villafranca.

Naufragato il project financing, non ci sono i soldi per realizzare un’opera così impegnativa. Per questo la Provincia ha avviato una serie di micro-interventi per salvare la viabilità del quadrante nord-ovest.

Si va dal possibile raddoppio (da una a due corsie) di alcuni tratti di strada Pelosa, fino a dei raccordi nei territori di Selvazzano e Villafranca, e al potenziamento del collegamento tra Saccolongo e Mestrino.

Si tratta di interventi indispensabili perché la viabilità ovest potrebbe essere più congestionata con l’entrata in funzione del tram Sir2.

L’arco di Giano

Tutta cittadina è invece l’infrastruttura che manca per garantire la viabilità del nuovo ospedale di Padova Est: un nuovo cavalcavia che superi la linea ferroviaria e colleghi l’area di San Lazzaro con la rotonda all’incrocio tra via Grassi, via del Plebiscito e via Avanzo.

In pratica un collegamento diretto tra il nuovo ospedale con l’Arcella e l’area della stazione.

Il problema è reperire i 64 milioni per l’intervento: il presidente Alberto Stefani e il sindaco Sergio Giordani hanno più volte bussato alla porta del ministro delle infrastrutture Salvini.

Fallito l’assalto alla scorsa finanziaria, l’appuntamento decisivo è a dicembre con la futura legge di bilancio.

Gli accessi alla città

Non solo la storica sofferenza di Vigodarzere, Pontevigodarzere, Limena e Cadoneghe, da qualche mese anche ad Albignasego e Ponte San Nicolò si sono levate voci di protesta per gli ingorghi delle principali direttrici nelle ore di punta.

Resta da risolvere, infatti, il problema degli accessi da nord e sud alla città.

Per il versante nord c’è il disegno elaborato dall’ex vicesindaco (oggi consigliere regionale) Andrea Micalizzi, caldeggiato anche dalle amministrazioni di Vigodarzere, Cadoneghe e Limena: il progetto, che costa circa 60 milioni, prevede uno svincolo dalla tangenziale nord di Padova e poi una nuova strada che si sviluppa lungo il tracciato della ferrovia con due nuovi ponti: il primo sul Brenta, affiancato a quello ferroviario (che è ancora in costruzione dopo due anni di stop ai lavori), e l’altro sul Muson dei Sassi.

Per quanto riguarda l’accesso a Padova dal versante sud servirebbe una strada alternativa a via Roma ad Albignasego: il completamento di via Marinai d’Italia è infatti contestatissimo dai comitati ambientalisti perché andrebbe a distruggere una delle ultima aree agricole di Padova.

L’alternativa è riuscire a realizzare uno svincolo di un ingresso subito dopo il casello di Padova Sud, utilizzando il raccordo autostradale come una tangenziale cittadina.

Verso l’Alta

La realizzazione della Pedemontana ha spostato una quota di traffico (soprattutto pesante) verso nord. Ma mancano i collegamenti con Padova, che sarebbero la strada 308 per Castelfranco e la sp47 Valsugana per Cittadella.

Strade assolutamente inadeguate per il carico di traffico attuale.

Per la prima il presidente Stefani ha stanziato 3 milioni di euro per la progettazione del raddoppio da Padova Est a Cadoneghe, ma è solo un piccolo tratto rispetto all’intero tragitto.

Per la Valsugana invece l’unica possibilità è trovare piccole soluzioni “tampone”: qualche settimana fa la Provincia ha stanziato 2,5 milioni per una nuova rotatoria a Curtarolo.

Verso la Bassa

Nella Bassa è in programma l’allargamento a tre corsie dell’A13, fino a Monselice. Ma la società Autostrade non ha ancora avviato i lavori, pur avendo approvato il progetto e proceduto agli espropri.

E, infine, si sta lavorando alla nuova regionale 10: l’obiettivo è completarla entro tre anni. Ma arriverà sino a Santa Margherita d’Adige, mentre servirebbero altri 500 milioni per portarla fino a Montagnana.

 

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