Vigilanza in difesa delle volpi

SELVAZZANO. L’associazione animalista “Gruppo di intervento giuridico” interviene in difesa della famiglia di volpi che ha trovato casa nell’ex discarica di via Bressan a Selvazzano e che sarebbe in pericolo. «Nel febbraio 2014», scrive in un comunicato il gruppo ambientalista, «un gruppo di bracconieri, tuttora rimasti innominati e impuniti, hanno fatto irruzione nella piccola oasi di pace massacrando tutte le volpi, o quasi. Una coppia di animali superstiti ha provato nel tempo a ricostituire un piccolo nucleo. Pochi giorni fa, alcuni attivisti hanno notato e documentato la creazione di ampi camminamenti tra rovi e arbusti, nell’area dell’ex discarica, operati con uno sminuzzature collegato a un trattore, nel tentativo di stanare nuovamente le volpi con la sanguinosa e violenta pratica della “caccia in tana” che comporta anche l’impiego di cani per scovare e dilaniare le volpi».
L’associazione sottolinea che pur essendo stato approvato dalla Provincia un piano di controllo numerico delle volpi per il triennio 2013-16, «tuttavia l’uccisione delle volpi al di fuori della stagione venatoria (terminata il 31 gennaio) e al di fuori delle zone di ripopolamento e cattura è consentita a breve distanza dal confine delle stesse, entro una distanza massima di 500 metri, e solo in via eccezionale. L’ex discarica di Selvazzano non presenta queste caratteristiche in quanto non è prossima ad una zona di ripopolamento e cattura».
Dopo aver definito «un rito crudele quanto inutile la caccia in tana alla volpe e gli abbattimenti con fucile a canna liscia e perfino rigata», il Gig avverte che «chiunque torni a perseguitare le volpi dell’ex discarica di Selvazzano troverà gli attivisti del Gig e del Coordinamento protezionista padovano ad attenderlo». E invita «chiunque sia a conoscenza di fatti ed elementi utili per risalire ai nomi dei bracconieri e ricostruire la dinamica del massacro delle volpi di Selvazzano» a contattare il Grig e il Cpp agli indirizzi mail grigveneto@libero.it e protezionismo.padova@gmail.com».
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