Doppio lutto a Villa del Conte, due malori in casa in poche ore

Riccardo Dalla Costa trovato senza vita sul letto, Davide Bordin spirato davanti alla compagna. Le vittime avevano 54 e 50 anni: il primo era operaio, il secondo pittore edile

Silvia Bergamin
Riccardo Dalla Costa, 54 anni, e Davide Bordin, 51 anni
Riccardo Dalla Costa, 54 anni, e Davide Bordin, 51 anni

Due morti a poche ore l’una dall’altra, due decessi improvvisi e precoci. Una sequenza di lutti sta segnando in questi giorni la comunità di Villa del Conte. Le vittime sono Riccardo Dalla Costa, 54 anni, e Davide Bordin, che ne avrebbe compiuti il 12 gennaio 51, spirato sotto gli occhi della compagna.

Riccardo abitava da solo e giovedì sera, attorno alle 21, il suo corpo senza vita è stato trovato grazie all’intervento dei vigili del fuoco che hanno forzato l’ingresso. L’allarme era stato lanciato da un amico, preoccupato perché il 54enne non rispondeva più al telefono e la sua auto risultava parcheggiata fuori casa.

I pompieri lo hanno trovato sul letto, i sanitari non hanno potuto che constatare la morte. Secondo i soccorritori, il decesso era avvenuto già da due, forse tre giorni. La sorella Emanuela lo aveva sentito il 2 gennaio: «Lo aspettavo perché doveva venire a trovarmi, non avrei mai immaginato un epilogo simile».

Operaio alla Vera di San Giorgio in Bosco, Riccardo viene descritto da chi gli voleva bene come una persona buona, riservata, dedita al lavoro e sempre disponibile con gli altri.

«Aveva una grande manualità e stava anche sistemando la sua casa», ricorda la sorella. Il funerale sarà mercoledì alle 15 nella chiesa di Villa del Conte. Poche ore dopo, un’altra tragedia ha colpito il paese: Davide Bordin è mancato nella notte tra giovedì e venerdì, attorno alle 4, nell’abitazione che condivideva con la compagna Iris. Pittore edile, piccolo artigiano, non aveva mai avuto problemi cardiaci.

La compagna racconta gli attimi drammatici in cui lo ha perso per sempre: «Eravamo a letto, all’improvviso ha avuto un episodio di apnea, ma mi rispondeva mentre lo chiamavo, e gli parlavo. Poco dopo ho sentito un secondo rantolo, e a quel punto ha smesso di rispondermi, di darmi cenni. L’ho chiamato più volte, ma avevo perso conoscenza.

Ho chiamato il 118 e gli ho praticato il massaggio cardiaco seguendo le istruzioni dei sanitari collegati al telefono. Dopo poco sono arrivati e hanno iniziato anche loro i tentativi di rianimazione». Non è bastato, per Davide non c’è stato nulla da fare.

Ora sarà l’autopsia a chiarire le cause del decesso. Insieme dal 2017, Iris e Davide si conoscevano fin dai tempi della scuola media: «Era una persona allegra, generosa, amante del motociclismo e soprattutto dei viaggi. Avevamo già programmato le prossime partenze: a fine gennaio sulle Alpi svizzere con il Bernina Express e a febbraio a Madrid». 

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