«Vogliamo capire perché Gloria è morta»

I coniugi Trevisan hanno rievocato gli ultimi strazianti istanti della figlia ventiseienne e del suo fidanzato Marco Gottardi

CAMPOSAMPIERO. «È stata un’esperienza drammatica e devastante ripercorrere quei momenti, sentire le altre testimonianze e riassumere in pochi minuti chi era la nostra Gloria». Loris Trevisan riesce ad esprimersi con poche parole, vinto dalla commozione e dalla tensione, pochi minuti dopo aver portato in aula, in Tribunale a Londra, il video-testimonianza con un ritratto della figlia Gloria, morta a 26 anni con il fidanzato Marco Gottardi nel rogo della Grenfell Tower. «È stata una giornata molto dura», commenta Maria Cristina Sandrin, l’avvocato della famiglia Trevisan che ha preparato il video di 5 minuti, «Era previsto l’intervento di cinque parenti delle vittime tra i quali, appunto, Loris ed Emanuela Trevisan, mentre i genitori di Marco Gottardi invece, hanno scelto di non portare una testimonianza». L’udienza di ieri era prodromica al dibattimento vero e proprio che si aprirà lunedì prossimo. «Nel video di Gloria, abbiamo puntato molto sulle capacità, sulla generosità e sulla voglia di raggiungere gli obiettivi e di realizzarsi nella vita. In particolare» aggiunge la legale, «ho inserito la testimonianza del titolare dello studio Peregrine Bryant dove Gloria aveva iniziato a lavorare. Si tratta di uno degli studi di architettura più prestigiosi di Londra che si occupa dei beni della Corona e che riceve quotidianamente richieste di assunzione. Ebbene, pur non avendo stretta necessità di assumere, lo studio, letto il curriculum e incontrata Gloria ha deciso di “non lasciarsi sfuggire un talento di questo valore” e l’ha subito assunta». Nell’aula affollata da oltre trecento persone, il volto sorridente di Gloria nel giorno della laurea ed in tante altri frammenti di vita, insieme al racconto dei terribili ultimi minuti della sua vita con Marco e del loro amore, hanno commosso tutti.

«Come pure hanno colpito in modo drammatico, anche le testimonianze di un padre che nel rogo ha perso moglie e due figlie piccole e di un giovane che ha perso madre e sorella “torturate, assassinate e cremate”, ha dichiarato testualmente», racconta Maria Cristina Sandrin aggiungendo, «all’inizio siamo stati avvertiti che sarebbero state mostrate immagini crude della torre in fiamme ma nessuno è uscito dall’aula» restando in silenzio, tra lacrime e commozione.

Conclusa l’udienza c’è stato l’assalto dei giornalisti «che ci aspettavamo, anche se non in queste proporzioni e quantità» ha spiegato l’avvocato veronese che ha faticato non poco, per proteggere i genitori di Gloria intervistati anche dal TG1 Rai e da Sky. «I giornalisti si sono scatenati per capire da Emanuela come potesse non provare odio né rancore verso chi ha causato questa tragedia». Nessun odio, ma volontà di capire le cause ed individuare i responsabili di questa immane tragedia. Ieri, in serata il rientro a Camposampiero dei coniugi Trevisan. «Lunedì sarò a Londra per l’inizio del dibattimento e per ulteriori approfondimenti richiesti dalle indagini», conclude l’avvocato Sandrin.

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