Zuccherificio, si attiva la Regione Veneto: «La chiusura coinvolge 200 lavoratori»
L’assessore Bond: «Chiesto al Governo un piano per abbattere costi energetici e assicurare competitività all’azienda»

La sospensione dell’attività dello zuccherificio di Pontelongo mette in luce una filiera strategica per l’agroalimentare italiano. Non si tratta solo di un problema industriale, ma di una questione che coinvolge lavoratori, agricoltori, contoterzisti e l’intero indotto, con possibili ripercussioni sul territorio e sulla competitività nazionale.
Ieri mattina la Regione ha convocato un tavolo di confronto con organizzazioni agricole, categorie economiche e sindacati per affrontare la situazione e chiedere al Governo soluzioni concrete a tutela della produzione di zucchero italiano e dei posti di lavoro.
«La sospensione dell’attività produttiva per il 2026 non può diventare il primo passo verso la chiusura definitiva. Il rischio è che lo stabilimento non riapra più. Parliamo di un sito che coinvolge 200 lavoratori, di cui circa metà stagionali, oltre a un indotto molto più ampio», ha dichiarato l’assessore regionale all’agricoltura Dario Bond.
Al termine del tavolo è stato condiviso un documento indirizzato ai ministri delle Imprese e del Made in Italy e dell’Agricoltura, con la richiesta di aprire un tavolo interministeriale. Il documento è stato sottoscritto da Bond, dalla sindaca Lisa Bregantin e dai rappresentanti di Flai Cgil, Fai Cisl e Uila Uil Padova.
«Abbiamo chiesto al Governo soluzioni per l’abbattimento dei costi energetici e la competitività dell’azienda», ha spiegato Bond «per salvaguardare posti di lavoro stabili e stagionali e tutelare la filiera nazionale dello zucchero. Parlare con una sola voce era necessario, perché il rischio di chiusura è concreto».
Tra le priorità vi è la riduzione dei costi energetici. «Gli zuccherifici devono essere equiparati agli altri impianti energivori, già beneficiari di riduzioni degli oneri e agevolazioni fiscali. Senza questo intervento, la competitività dello zucchero italiano resta penalizzata». Bond ha ricordato l’importanza della ricerca.
«Serve sviluppare varietà di barbabietola più resistenti e affrontare le fitopatie, utilizzando molecole in deroga quando necessario». Ha richiamato anche l’attenzione su contoterzisti e indotto: «Chi ha investito in macchinari rischia pesanti ripercussioni economiche. Difendere la filiera significa tutelare tutti gli anelli del sistema produttivo».
L’assessore regionale al bilancio Filippo Giacinti ha sottolineato l’aspetto sociale: «Dietro ogni lavoratore c’è una famiglia. Il nostro bilancio di previsione prevede un intervento di 600 mila euro reperiti tramite spending review. Le criticità riguardano tutta la filiera e richiedono l’impegno di tutte le parti». I sindacati dei lavoratori, unitariamente, hanno chiesto attenzione all’occupazione, oggi locale ma con possibili ricadute sull’intera filiera.
«Un tavolo importante per la filiera e lo stabilimento», ha commentato a fine lavori la sindaca Lisa Bregantin, «organizzato e presieduto dall’assessore Bond. La situazione, dal comparto agricolo a quello industriale, è critica. Abbiamo chiesto un incontro al ministro Urso a sostegno di un comparto strategico per la sovranità alimentare. Pontelongo non è solo un piccolo paese, ma uno dei cuori del Made in Italy. In tutto questo non vanno dimenticati gli uomini e le donne che vivono e rendono vivo il comparto. L’interesse è nazionale».
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