Addio Marshall, ci ha fatto sorridere

NEW YORK. Quella giacca di pelle nera ricercata oggi a livello di collezionismo mondiale, quelle dive prima sconosciute e grazie a lui oggi superfamose. Se c’è stato qualcuno a Hollywood responsabile delle risate degli ultimi 50 anni, è stato lui, Garry Marshall, che ha creato “Happy Days” e poi con “Pretty Woman” e “Princess Diaries” ha fatto la fortuna di Julia Roberts e Anne Hathaway. Marshall si è spento a Burbank, in California, dopo una serie di ictus. Aveva 81 anni. Negli anni ’60 aveva lavorato con Lucille Ball. Il suo ultimo film, “Mother’s Day” con Jennifer Aniston, Julia Roberts e Kate Hudson, è ancora nelle sale. Marshall ha lasciato il segno su un filone di straordinario successo, la commedia romantica per le masse, e quelle masse sapeva come colpirle al cuore.
Aveva cominciato in tv scrivendo sceneggiature per celebri commedie brillanti. Poi era venuto, con Joe Glauberg e Dale McRaven, “Mork e Mindy”, sull’alieno logorroico e dolcemente innocente che fece di Robin Williams una star. E “Happy Days”, parodia della tipica famiglia americana anni ’50 e ’60 con i teenager Ron Howard nella parte di Richie, il biondino della porta accanto, e Henry Winkler, il ribelle Arthur Fonzarelli con la giacca di pelle: in Italia “the Fonz” divenne Fonzie.
Al cinema era arrivato negli anni ’80 con film ispirati da coppie mal assortite come “Nothing in Common” del 1986 con Jackie Gleason e un giovane Tom Hanks. «Pretty Woman» del 1990 aveva consacrato lui e Julia Roberts. Richard Gere ricorda: «Incontrare Garry nella mia vita è stata una benedizione. È stato la forza vitale e l’impulso di Pretty Woman, un capitano irremovibile su una nave che poteva facilmente ribaltarsi».
Marshall era stato anche attore; nato in una famiglia italo-americana - il cui cognome era Masciarelli - il senso dell’umorismo lo aveva ereditato dalla madre.
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