Addio Marshall, ci ha fatto sorridere

È morto a 81 anni il regista di “Happy Days” e “Pretty Woman”
(FILE) A file picture dated 11 March 2009 shows US actor and director Garry Marshall (L) arriving with his wife, Barbara Marshall, at the World film premiere of 'Race To Witch Mountain' in Hollywood, California, USA. Garry Marshall died at the age of 81 at a hospital in California, USA on 19 July 2016, according to media reports. Marshall is known for directing romantic comedy films 'Pretty Woman' and 'Princess Diaries'. ANSA/NINA PROMMER
(FILE) A file picture dated 11 March 2009 shows US actor and director Garry Marshall (L) arriving with his wife, Barbara Marshall, at the World film premiere of 'Race To Witch Mountain' in Hollywood, California, USA. Garry Marshall died at the age of 81 at a hospital in California, USA on 19 July 2016, according to media reports. Marshall is known for directing romantic comedy films 'Pretty Woman' and 'Princess Diaries'. ANSA/NINA PROMMER

NEW YORK. Quella giacca di pelle nera ricercata oggi a livello di collezionismo mondiale, quelle dive prima sconosciute e grazie a lui oggi superfamose. Se c’è stato qualcuno a Hollywood responsabile delle risate degli ultimi 50 anni, è stato lui, Garry Marshall, che ha creato “Happy Days” e poi con “Pretty Woman” e “Princess Diaries” ha fatto la fortuna di Julia Roberts e Anne Hathaway. Marshall si è spento a Burbank, in California, dopo una serie di ictus. Aveva 81 anni. Negli anni ’60 aveva lavorato con Lucille Ball. Il suo ultimo film, “Mother’s Day” con Jennifer Aniston, Julia Roberts e Kate Hudson, è ancora nelle sale. Marshall ha lasciato il segno su un filone di straordinario successo, la commedia romantica per le masse, e quelle masse sapeva come colpirle al cuore.

Aveva cominciato in tv scrivendo sceneggiature per celebri commedie brillanti. Poi era venuto, con Joe Glauberg e Dale McRaven, “Mork e Mindy”, sull’alieno logorroico e dolcemente innocente che fece di Robin Williams una star. E “Happy Days”, parodia della tipica famiglia americana anni ’50 e ’60 con i teenager Ron Howard nella parte di Richie, il biondino della porta accanto, e Henry Winkler, il ribelle Arthur Fonzarelli con la giacca di pelle: in Italia “the Fonz” divenne Fonzie.

Al cinema era arrivato negli anni ’80 con film ispirati da coppie mal assortite come “Nothing in Common” del 1986 con Jackie Gleason e un giovane Tom Hanks. «Pretty Woman» del 1990 aveva consacrato lui e Julia Roberts. Richard Gere ricorda: «Incontrare Garry nella mia vita è stata una benedizione. È stato la forza vitale e l’impulso di Pretty Woman, un capitano irremovibile su una nave che poteva facilmente ribaltarsi».

Marshall era stato anche attore; nato in una famiglia italo-americana - il cui cognome era Masciarelli - il senso dell’umorismo lo aveva ereditato dalla madre.

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