Globo d’oro a Donaggio per la migliore musica

ROMA. Ci pensa Pino Donaggio a tenere alto l’onore del Veneto ai Globi d’oro. Il compositore veneziano si è aggiudicato il premio per la migliore musica con “Dove non ho mai abitato”. Niente da fare,...

ROMA. Ci pensa Pino Donaggio a tenere alto l’onore del Veneto ai Globi d’oro. Il compositore veneziano si è aggiudicato il premio per la migliore musica con “Dove non ho mai abitato”. Niente da fare, invece, per gli altri veneti, in corsa in cinque categorie (miglior opera prima, fotografia, sceneggiatura, film e documentario).

L’Associazione Stampa Estera premia “Ammore e malavita” dei Manetti Bros, che dal suo esordio in concorso a Venezia 74 ha letteralmente sbancato, portando a casa 5 David e altrettanti Ciak d’oro fino ad arrivare al Globo d’oro per la miglior commedia, «per aver saputo trasformare la classica commedia all’italiana in una pittoresca sceneggiata napoletana, fatta di crisi isteriche, grandi sentimenti e sparatorie ma senza dimenticare l'amore». Miglior film - categoria in cui concorreva “L’ordine delle cose” di Andrea Segre - «per aver sfidato il pubblico scegliendo un racconto frammentario che va ad incastrarsi come un puzzle logico e visivo fino alla sorprendente soluzione» è “L’Intrusa” di Leonardo di Costanzo. Ancora, miglior opera prima a “Maria per Roma” di Karen Di Porto, che scalza “Finché c’è prosecco c’è speranza” (che era in corsa anche per fotografia e sceneggiatura) di Antonio Padovan. Mentre il miglior documentario, dove i padovani Massa e Azzetti nutrivano qualche speranza per “Oltre il Confine - La storia di Ettore Castiglioni”, vince “Caravaggio, l’anima e il sangue”, di Jesùs Garcés Lambert, segnando un trend. I documentari dedicati al mondo dell’arte sono un nuovo filone, con percentuali di spettatori in sala in crescita - a differenza delle opere di fiction - segno che arte, storia e cultura sono una trilogia vincente sul grande schermo. “Come un gatto in tangenziale” decreta Paola Cortellesi miglior attrice, mentre per la sezione maschile, finiscono ex aequo, in una sorta di staffetta fra attori di qualità Servillo e Marinelli: Toni, oramai icona del cinema nostrano, per “La ragazza della nebbia”, Luca per la sua performance nel film dei fratelli Taviani, “Una questione privata” (in cui era accanto alla veronese Valentina Bellè), mentre lo vedremo presto nella serie tv americana “Trust”, del premio Oscar Danny Boyle, incentrata sul rapimento di John Paul Getty II, con un cast stellare (Donald Sutherland, Hilary Swank, Brendan Fraser e anche Giuseppe Battiston). A “La ragazza della nebbia” va anche il premio per la sceneggiatura a Donato Carrisi; miglior cortometraggio a “Stai sereno” di Daniele Stocchi, e menzione speciale al corto “Numeruomini” di Gianfranco Ferraro, miglior fotografia a Fabrizio Lucci di “The Place”, mentre “L’esodo” di Ciro Formisano vince il Gran Premio della Stampa Estera. Il Globo d’oro per la carriera a Gianni Amelio era invece già stato annunciato.

Silvia Gorgi

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