Una cella protegge i semi sotto tutela

Tutte le novità del progetto “Orto in campus”, l’obiettivo sono nuovi germogli
Foto Agenzia Candussi/ Chiarin/ Mestre, Università Ca' Foscari via Torino/ Presentazione dell'iniziativa "Orto in Campus" - nella foto: padiglione Zeta
Foto Agenzia Candussi/ Chiarin/ Mestre, Università Ca' Foscari via Torino/ Presentazione dell'iniziativa "Orto in Campus" - nella foto: padiglione Zeta

Progetti di ripopolamento e difesa dei diversi habitat del Veneto e lo studio di metodiche per rendere più forte la flora veneta rispetto ai cambiamenti climatici, sui cui effetti gli studi sono ancora in corso da parte di ricercatori internazionali. Si sa che l’aumento della piovosità e delle temperature incidono sulla riproduzione delle piante e questo è di certo uno dei tanti motivi dell’allarme flora lanciato in Veneto dalla ricerca di Ca’ Foscari.

Anche questo si farà al campus di Scienze ambientali di via Torino a Mestre. Il campus universitario si è dotato di una cella termostatica per far germinare i semi di varie piante, e nella quale testare tecniche di crescita sotto tutela. Prossimamente verrà installata anche una camera climatica per eseguire test finalizzati a una ricerca sulla tenuta delle piante alle diverse condizioni climatiche. Novità che si legano alla nascita di “Orto in campus”, l’orto dell’ateneo veneziano, dove ieri è iniziata la prima semina. All’insegna del biologico, secondo i principi dell’agronomo giapponese Fukuoka e dela coltivatrice spagnola Emilia Hazelip.

Da dicembre, dopo un corso di formazione per studenti e docenti, le zappe si metteranno al lavoro nell’orto di via Torino, già arato, delimitato e abbellito da balle di fieno.

«Vorremmo che quest’orto urbano si collegasse alle esperienze in corso da Marghera a Venezia sul solco del progetto di sostenibilità imboccato dall’ateneo» dice il delegato del rettore, Fabio Pranovi. Assieme all’orto è previsto un giardino della biodiversità dove troverà posto una collezione di piante rare o minacciate, tipiche del territorio veneziano, che saranno studiate e tutelate da docenti e studenti di Botanica. Nel campo sperimentale, si svolgeranno invece le sperimentazioni in terra dopo i test con i nuovi macchinari del campus, custoditi nell’edificio Z del campus di via Torino che oggi accoglie duemila tra studenti, docenti e personale amministrativo.

Un’attività di ricerca che potrà contare sul sostegno della Regione Veneto, ha confermato l’assessore Corazzari, e di Veneto Agricoltura. (m.ch.)

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