Caso Cinturrino, le difese chiedono di rinviare l'incidente probatorio

'Poco tempo per studiare verbali testi'. Legali del poliziotto: 'Atti a Consulta'

(ANSA) - MILANO, 30 MAR - Hanno chiesto di "differire", ossia di rimandare ad altra data, l'incidente probatorio, fissato per il primo e per il 2 aprile, sul caso di Carmelo Cinturrino, alcune difese degli altri sei poliziotti indagati. E gli stessi difensori dell'assistente capo, accusato dell'omicidio volontario premeditato di Abderrahim Mansouri del 26 gennaio nel bosco di Rogoredo e di un'altra sfilza di reati, hanno chiesto di sollevare una questione di illegittimità costituzionale su una norma. Istanza anche questa legata al troppo breve intervallo di tempo, a detta degli avvocati, per analizzare i verbali dei testimoni sentiti nelle indagini e che devono essere riascoltati. In particolare, gli avvocati Marco Bianucci e Davide Giuseppe Giugno hanno chiesto al gip Domenico Santoro di trasmettere gli atti alla Consulta affinché valuti la legittimità costituzionale della norma che prevede un termine di due giorni entro il quale i legali possono avere accesso agli atti prima dell'incidente probatorio. Il pm Giovanni Tarzia si è opposto, facendo presente che la caratteristica dell'incidente probatorio è proprio il fatto che deve essere tempestivo e in questo caso, poi, quei sei testimoni da sentire, tra pusher e tossicodipendenti, sono in gran parte senza fissa dimora e potrebbe essere molto complicato riuscire a riconvocarli in un processo. Da qui la necessità di "cristallizzare" subito le loro dichiarazioni. Anche per altri difensori quei due giorni sono un tempo insufficiente per studiare le dichiarazioni rese dai testi che dovranno essere risentiti davanti al gip nelle due udienze. Da qui le istanze di differimento. Su queste questioni il gip dovrà esprimersi prima dell'udienza fissata per mercoledì. I testi avevano parlato, in sostanza, sia di quelle operazioni borderline, con pestaggi e richieste di soldi e droga da parte di Cinturrino e alcuni colleghi, ma anche del presunto movente dell'uccisione, ossia la volontà di "sostituire" Mansouri, che non si piegava alle richieste, con altri pusher del quartiere Corvetto. Figura, tra l'altro, anche un teste oculare dell'omicidio. Tra i reati contestati estorsioni, arresti illegali, concussioni, spaccio e pure un sequestro di persona. (ANSA).

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