'Cecchini a Sarajevo', con pm Milano indagano anche Bosnia, Svizzera e Austria

(ANSA) - MILANO, 20 MAG - Italia, Bosnia, Svizzera e Austria. Sono quattro i Paesi che, da quanto si è saputo, stanno indagando, al momento, sul caso dei cosiddetti "cecchini del weekend", che avrebbero pagato per andare ad uccidere "civili inermi", tra cui donne, anziani e bambini, nella Sarajevo assediata dai serbo-bosniaci tra il '92 e il '95. Oltre all'inchiesta aperta da mesi ormai a Milano, stanno effettuando accertamenti, da quanto riferito, anche le autorità giudiziarie degli altri tre Paesi e prossimamente dovrebbe essere fissata una riunione tra tutti gli inquirenti con Eurojust, l'agenzia europea per la cooperazione giudiziaria penale, che ha sede a L'Aia. Nelle indagini milanesi, coordinate dal procuratore Marcello Viola e dal pm Alessandro Gobbis e condotte dai carabinieri del Ros, gli indagati attualmente sono quattro: un ex camionista 80enne friulano, un 64enne ex dipendente comunale e residente in provincia di Alessandria, un imprenditore 64enne che vive in Brianza e un toscano. I primi tre sono già stati convocati in Procura per gli interrogatori nelle scorse settimane e, in pratica, si sono difesi dalle accuse, basate su testimonianze di racconti ascoltati, o rispondendo alle domande o con memorie. Tra l'altro, anche altri nomi saranno iscritti come indagati. Intanto, il prossimo passo dovrebbe essere una riunione tra gli inquirenti italiani, bosniaci, svizzeri e austriaci (di recente è emersa sui media in Austria la notizia di un indagato) di coordinamento nella sede di Eurojust. E semmai anche altri Paesi potrebbero aggiungersi mano a mano. Indagini - anche quelle milanesi, nate dall'esposto dello scrittore Ezio Gavazzeni, assistito dai legali Guido Salvini e Nicola Brigida - complesse perché sarà difficile attribuire responsabilità in un processo per fatti di questo tipo avvenuti 30 anni fa. (ANSA).
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