Chiuse indagini femminicidio in Gallura, l'accusa è omicidio volontario

(ANSA) - ARZACHENA, 08 GIU - La Procura di Tempio Pausania ha chiuso le indagini preliminari nell'inchiesta per l'omicidio di Cinzia Pinna, la 33enne di Castelsardo uccisa con tre colpi di pistola in faccia, il 12 settembre 2025, da Emanuele Ragnedda, nello stazzo di Conca Entosa, nelle campagne di Palau, in Gallura, nella tenuta dell'imprenditore vitivinicolo. La pm, Noemi Mancini, ha escluso l'ipotesi di legittima difesa e accusa l'indagato di omicidio volontario, con le aggravanti dei motivi abbietti e futili, sevizie e crudeltà. Ragnedda è accusato anche di occultamento di cadavere e porto abusivo di pistola. Gli avvocati difensori di Emanuele Ragnedda, Gabriele Satta e Luca Montella, sostengono con forza la tesi della legittima difesa: "Accogliamo positivamente la conclusione delle indagini perché questo significa avvicinarsi al processo reale dopo mesi di processo mediatico. A commento dell'incolpazione provvisoria, possiamo manifestare lo sconcerto per la trasformazione finanche di un'allegazione di legittima difesa nell'aggravante del motivo futile, laddove l'intero complesso dell'accusa non riesce ad individuare una sola valida ragione per spegnere la vita della giovane donna alternativa alla necessità per il Ragnedda di difendersi da un'aggressione armata - dichiarano i due legali, all'ANSA - Dopo otto mesi di silenzio, motivati dal rispetto delle persone offese e del lavoro degli inquirenti, è venuto il momento di affermare a chiare lettere che Emanuele Ragnedda non è il mostro che viene dipinto dalle indagini e confidiamo che lo sviluppo processuale della vicenda, sulla base degli ottimi elementi di cui la difesa dispone, saprà dimostrarlo". A supporto della tesi difensiva (Ragnedda ha dichiarato agli inquirenti di essere stato aggredito con un coltello) gli avvocati porteranno la relazione del perito, Dario Redaelli, che proprio poche settimane fa nella tenuta di Conca Entosa, ha raccolto diversi elementi che proverebbero la presenza di sangue dell'indagato sulla scena del delitto. (ANSA).
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