Inchiesta contro la pedopornografia online, due arresti e un indagato

(ANSA) - VENEZIA, 22 MAG - La polizia postale ha arrestato due uomini nell'ambito di un'operazione coordinata dalla Procura di Venezia contro la diffusione di materiale pedopornografico online. Si tratta di un 66enne residente nel Veneziano e di un 49enne nel Vicentino, trovati in flagranza di reato di detenzione e diffusione di materiale pedopornografico durante le perquisizioni domiciliari. Un terzo indagato, residente nel Bresciano, è stato denunciato in stato di libertà. Le indagini dell'operazione denominata "Lux contra tenebras", condotte dagli specialisti del Centro operativo per la sicurezza cibernetica del Veneto in raccordo col Centro nazionale per il contrasto alla pedopornografia online (Cncpo), sono partite dal monitoraggio della rete e dall'analisi delle tracce digitali lasciate dagli utenti durante la navigazione e le attività di condivisione. Le investigazioni tecniche, protrattesi per diversi mesi, hanno permesso di risalire all'identità dei tre soggetti, tutti privi di precedenti e residenti nelle province di Venezia, Vicenza e Brescia, che utilizzavano piattaforme e software dedicati allo scambio di materiale illecito. Nel corso delle perquisizioni il 66enne è stato trovato mentre scaricava e condivideva file pedopornografici attraverso reti di scambio criptate. Il 49enne invece era in possesso di oltre 500 video di natura pedopornografica sui propri dispositivi. Per entrambi il pm di turno della Procura di Venezia ha disposto i domiciliari in attesa dell'udienza di convalida. Sono stati sequestrati computer, smartphone, supporti di archiviazione digitale e account telematici, sui quali sono state rinvenute centinaia di immagini e video pedopornografici raffiguranti minori, anche in tenerissima età, vittime di gravissimi abusi sessuali. Il materiale sarà sottoposto ad analisi forensi per verificare eventuali collegamenti con altre reti di condivisione operative in Italia e all'estero, anche ai fini dell'identificazione delle vittime, che nella maggior parte dei casi risultano trovarsi all'estero. (ANSA).
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