La voce Lgbt entra in un rapporto vaticano, 'non siamo deviati'

(ANSA) - ROMA, 05 MAG - "La mia sessualità non è una perversione, un disturbo o una croce; è un dono di Dio. Ho un matrimonio felice e sano e sto vivendo pienamente la mia vita da cattolico apertamente gay". E' la voce di un cattolico americano, sposato con un migrante, frequenta la chiesa pur se diviso tra l'accoglienza ricevuta dalla sua parrocchia e i dettami di una dottrina che ancora, per certi versi, marginalizza i credenti apertamente Lgbt. Se il Vaticano da anni si occupa di come coniugare le regole e l'accoglienza, "è la prima volta che storie così dettagliate di persone Lgbtq sono state incluse in un rapporto ufficiale del Vaticano". Lo sottolinea padre James Martin, il gesuita americano che da anni è il punto di riferimento della comunità Lgbt non solo negli Stati Uniti ma un po' in tutto il mondo. Nel dossier pubblicato oggi dalla Segreteria del Sinodo, sulle "questioni emergenti", così definite correggendo l'indicazione iniziale che le definiva invece "controverse", trova spazio la voce di un omosessuale degli Stati Uniti, e di uno dal Portogallo che è stato capito dalla madre ma non dalla Chiesa che "oscilla tra accoglienza e peccato". Il documento del Sinodo cerca di tirare le fila e ammette che resta "impervio coniugare la fermezza nella dottrina e l'accoglienza pastorale". (ANSA).
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